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Scuola, da lunedì lo sciopero degli scrutini per bloccare la riforma

Il 12 e 13 giugno l'agitazione proclamata dai Cobas toccherà il Friuli Venezia Giulia

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La protesta degli insegnanti contro la riforma della scuola promossa dal governo Renzi  

TRIESTE L’«arma decisiva» per bloccare il disegno di legge di riforma della scuola (conosciuto come "La buona scuola") è «il successo plebiscitario dello sciopero degli scrutini nella settimana entrante». Lo afferma Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, che si dice «fiducioso» che lo sciopero supererà quello del 5 maggio, «bloccando almeno il 90% degli scrutini».

I Cobas infatti hanno convocato lo sciopero degli scrutini (escludendo le classi «terminali») il 12 e 13 giugno per Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Piemonte e Val d’Aosta; si inizierà in realtà domani e martedì in Emilia Romagna e Molise; poi il 9 e il 10 in Lazio e Lombardia; il 10 e l’11 per Puglia, Sicilia e Trentino; l’11 e il 12 per Liguria, Marche, Sardegna, Toscana,Umbria, Campania e Veneto. Ogni docente potrà scioperare la prima ora di ogni suo scrutinio. Successivamente, la decisione di «sfidare una eventuale precettazione» - spiega Bernocchi - spetterà ai lavoratori che decideranno in base alla sorte del ddl in Senato».

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