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Capodistria, il porto draga i suoi fondali

A settembre, con un pescaggio di 15 metri, potrà accogliere le super porta contenitori. Il collo di bottiglia ferroviario

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Lo scalo contenitori al porto di Capodistria 

TRIESTE. A partire da settembre il porto di Capodistria potrà accogliere le navi super porta contenitori lunghe più di 350 metri e che possono trasportare oltre 10mila teu. E questo grazie all’ultimazione della seconda fase del dragaggio dei fondali che, dopo aver interessato il canale d’ingresso allo scalo, ora riguarderanno il bacino d’acqua di fronte al molo contenitori. I lavori inizieranno a luglio e al termine il pescaggio sarà di 15 metri trasformando così il porto del capoluogo del Litorale in uno scalo europeo di serie A.

Già oggi i numeri della performance dello scalo resi noti da Luka Koper, la società che lo gestisce, parlano di una costante crescita della quantità delle merci movimentate. Capolinea di tre linee che fanno rotta dall’Estremo Oriente che lo scorso anno hanno sbarcato a Capodistria 674mila teu mentre nei primi quattro mesi di quest’anno le cifre sono già aumentate di un quinto. Complessivamente nei primi quattro mesi del 2015, come riporta il Delo di Lubiana, il porto di Capodistria ha movimentato complessivamente 6,8 milioni di tonnellate di merci e Luka Koper spera entro dicembre di toccare la quota record di 20 milioni di tonnellate, avvicinandosi così alla soglia di 21 milioni di tonnellate che viene a saturare le capacità della linea ferroviaria Capodistria-Divaccia.

E qui siamo alle note tristi. A fronte di uno scalo in costante espansione il governo di Lubiana ancora oggi non è in grado di calendarizxzare con precisione la realizzazione della seconda traccia ferroviaria tra il capoluogo e Divaccia, vero collo di bottiglia che potrebbe annichilire tutte le aspirazioni di Luka Koper. Ma oltre alla calendarizzazione dell’opera manca anche l’individuazione dei finanziamenti necessari alla sua realizzazione.

Il ministero delle Infrastrutture si dice convinto che entro la fine del 2016 saranno individuati investitori privati, mentre qualcosa, poco invero se parametrato al costo totale dell’opera, dovrebbe arrivare anche dall’Unione europea. Unione europea che sta contribuendo anche al dragaggio dei fondali portuali di Capodistria tramite il programma Ten-T per il progetto NapDrag, in totale 200mila euro su una spesa complessiva stimata sui 2 milioni di euro.

Il dragaggio del bacino antistante il molo contenitori sarà effettuato dalla olandese Van Oord che già ha dragato il canale d’accesso al porto ed è stata l’unica a presentare l’offerta al bando di concorso internazionale presentato dall’amministrazione dello scalo. La Van Oord garantirà, durante i lavori, il libero accesso delle navi al porto grazie alla sua speciale draga galleggiante che si può muovere a seconda delle necessità logistiche e operative. L’operazione richiederà l’asportazione di circa 66mila metri cubi di fondale.

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