Fvg, via libera alla proroga “salva precari”

Il presidio organizzato in piazza Oberdan dai precari dell'Area Educazione del Comune

Gli educatori a contratto del Comune di Trieste incassano il sì all’emendamento che allungherà la validità delle graduatorie

TRIESTE. Oltre un centinaio di precari dell'area educazione del Comune di Trieste hanno manifestato ieri mattina davanti a piazza Oberdan per chiedere alla Regione una proroga annuale alle graduatorie dei supplenti negli asili nido e nei ricreatori. Durante un incontro con l'assessore Paolo Panontin e i capigruppo consiliari, i rappresentanti del Comitato precari hanno ottenuto il via libera alla proroga, che verrà presentata in aula domani sotto forma di emendamento alle leggi sul Cal. Una misura che i sindacalisti dell'Usb accolgono con favore: «La misura era necessaria per garantire la continuità lavorativa e persone che sono impegnate anche da otto anni nei servizi comunali. E anche per assicurare i servizi stessi. Ora però bisogna pensare a stabilizzare questi lavoratori».

L’incontro All’incontro, che si è tenuto nel primo pomeriggio, hanno preso parte una delegazione dei lavoratori del Comitato precari e i coordinatori di Usb Maria Pellizzari e Ferdinando Zebochin. L’assessore e i capigruppo, dopo aver ascoltato le ragioni dei lavoratori, hanno assicurato che la continuità lavorativa poteva essere temporaneamente assicurata attraverso la proroga richiesta dai lavoratori. Panontin ha confermato che già nella giornata di oggi verrà presentato al consiglio regionale un emendamento che accoglie quanto chiesto dai lavoratori.

L’emendamento L'emendamento sarà presentato dal capogruppo di Sel Giulio Lauri e da quello del Pd Cristiano Shaurli: «Ma sarà firmato da tutti - precisa -. La settimana scorsa la giunta, sullo spunto del Comune, ha tenuto un incontro tecnico con il ministero per verificare la possibilità della proroga. I margini ci sono e quindi abbiamo proposto un emendamento alla Legge sul Cal che proroga le graduatorie. Questo consente di non bandire un nuovo concorso e dà fiato a quei lavoratori». Spiega Shaurli: «Dopo la stabilizzazione di 222 lavoratori votata dal consiglio l’anno scorso, la proroga di un anno delle graduatorie degli educatori precari dei servizi educativi riguarderà  principalmente i ricreatori di Trieste, è una risposta concreta che l’amministrazione regionale dà a circa 200 lavoratori, dimostrando in maniera corale la capacità di una risposta pronta su fatti concreti. Il fatto che l’emendamento verrà presentato a firma lunga dà conto di un lavoro unitario di ascolto alle istanze presentate durante l’incontro e di una risposta che coinvolgerà l’intero consiglio regionale».

I sindacati Pellizzari di Usb è soddisfatta anche se, spiega, questa non è la fine della battaglia: «Questo capitolo è stato una continuazione della vertenza della scorsa estate - dice -. Ecco perché quando il comitato precari ci ha invitati a partecipare siamo arrivati subito. La proroga è un risultato importante ma deve essere un prodromo alla stabilizzazione dei precari». Tanti lavoratori, infatti, hanno già raggiunto i requisiti necessari ad ottenere il posto fisso: «Una buona percentuale di loro lavora da otto anni con il Comune - prosegue Pellizzari -. Ora bisogna por fine alla loro incertezza se non si vuole creare una nuova sacca di precariato strutturale simile a quella di qualche anno fa». Rispetto ad allora la situazione è migliorata, precisa la sindacalista, ma è ancora ben lontana dalla normalità: «Ci si affida al precariato in misura minore ma sempre consistente, bisogna quindi arrivare alle stabilizzazioni: ci sono persone che lavorano da anni, con due concorsi alle spalle e formazione portata a compimento dal Comune stesso. È un patrimonio che sarebbe sciocco perdere». Alcuni di loro sono rimasti senza lavoro già in autunno: «È avvenuto in seguito ai tagli sul budget per il tempo determinato. Alcuni sono rimasti esclusi per un soffio per mancanza di requisiti, e molti li hanno maturati nel frattempo». Secondo Pellizzari lo spazio c'è: «Ci sono posti vacanti nell'organico, e altri si libereranno nel giro di un anno o due. Questa proroga deve essere propedeutica a un ragionamento di questo tipo».

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