Bonificati cinquemila siti ma non c’è un censimento

Dal 2000 al 2014 interventi sul territorio pari al 14 per cento di tutta la regione L’assessore Vito: «Nuove strategie». E scatta il telerilevamento multispettrale

Quasi 5mila siti bonificati dall’eternit nel nostro territorio negli ultimi 14 anni, a fronte di una media annuale di circa 350 interventi. Il dato emerge dalle statistiche fornite dal Centro regionale unico per l’amianto istituito al San Polo e diretto da Paolo Barbina, in relazione ai piani messi in campo dall’Ass, riferiti all’Isontino, considerando che una buona parte delle operazioni è da ritenersi circoscrivibile al Monfalconese. Il dato in ordine alle bonifiche nel territorio rappresenta circa il 14% delle azioni di rimozione dell’amianto rispetto alla regione Friuli Venezia Giulia. Un indicatore significativo, ritenuto dallo stesso Barbina buono, in rapporto alla popolazione. Secondo i Piani regionali, negli ultimi 14 anni sono stati bonificati complessivamente oltre 36mila siti, a fronte di una media annuale di circa 2.600 interventi. In particolare, si evince un sostanziale aumento delle azioni di bonifica, che nell’Isontino sono passate da 126 interventi nel 2000, pari al 10,5%, a 456 bonifiche nel 2014, ossia il 14,5%. Il dato regionale segue lo stesso trend in aumento, con 1.205 bonifiche nel 2000, per approdare nel 2014 a 3.148 interventi.

Ma ciò che ancora manca è un censimento ufficiale aggiornato dell’eternit presente, da “incrociare” ai siti bonificati. L’assessore regionale all’Ambiente, Sara Vito, durante il recente convegno dedicato all’amianto promosso da Legambiente, ha riconosciuto i ritardi in ordine al tema-bonifica, pur essendo stato approvato il relativo Piano: il censimento dei manufatti in eternit risale al 2006-2007 e l’ultima campagna informativa è della fine degli anni ’90. Lo si evince anche dal dossier nazionale di Legambiente, presentato al recente convegno, frutto dell’elaborazione dei dati forniti dalle Province e Regioni. La tabella riguardante il censimento dell’amianto, riporta un solo dato per il Friuli Venezia Giulia, risalente al 2006, relativo a 597 siti industriali censiti, per 1.064.000 metri quadrati complessivi. Per la Sicilia, ad esempio, non risulta alcun elemento, mentre il Piemonte indica solo il sito di interesse nazionale di Casale Monferrato. La Lombardia indica invece i dati degli edifici pubblici e privati, ma nessun sito industriale.

Dal dossier di Legambiente risulta, comunque, che la nostra regione detiene la più grande discarica autorizzata di amianto in Italia, della capacità di 1.114.000 metri cubi.

L’assessore Vito, da parte sua, ha affermato che la Regione ha rilanciato la problematica, mettendo in campo un’articolata strategia: «Da quando mi sono insediata è stato intrapreso un percorso di pianificazione complessiva cambiando passo sul tema amianto, inserito tra le priorità. È stata ricostituita la Commissione regionale amianto, inserendovi un presidio della componente ambientale con un rappresentante di Arpa Fvg e uno del Servizio rifiuti della direzione Ambiente. Sono state contestualmente avviate le progettualità specifiche in capo ad Arpa. È stato realizzato un database regionale, un Archivio unico amianto, avvalendosi del software Me.La. prodotto da Insiel, al fine di costruire una mappatura completa dell’eternit, sistema già in dotazione alle Aziende sanitarie». La Vito parla anche di un aggiornamento della mappatura degli edifici pubblici, per il quale saranno a breve coinvolti i Comuni, chiamati a fornire informazioni in merito alla presenza dell’eternit nei propri territori. «Il 27 aprile scorso - ha aggiunto - è stata firmata la convenzione tra Arpa Fvg e il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, a fronte dell’avvio sperimentale del sistema di telerilevamento multispettrale in volo per l’identificazione delle coperture in cemento-amianto sul territorio. Arpa Fvg farà inoltre partire una campagna di monitoraggio ambientale per il rilevamento delle fibre di eternit, al fine di ottenere un quadro puntuale delle situazioni a rischio. Abbiamo, infine, stanziato 4,8 milioni per la rimozione dell’amianto nelle scuole, nell’ambito degli interventi di ristrutturazione». Altra questione è l’intervento negli edifici privati, per quali la Provincia di Gorizia e il Comune di Monfalcone si sono da tempo mobilitati, lavorando bene sul territorio.

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