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Il giallo del Burlo arriva in Procura

L’Azienda ospedaliera ha depositato l’esposto sulla fuga di radiazioni dal macchinario finito sotto tiro per i tumori sospetti

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Una corsia dell'ospedale Burlo garofolo (Bruni) 

L’Azienda ospedaliera ha depositato l’esposto in Procura per far luce sulle radiazioni che sarebbero state rilasciate dall’irradiatore di sangue, il macchinario custodito negli scantinati sotto il Pronto soccorso del Burlo sospettato di causare i tumori al personale.

I vertici si sono rivolti all’autorità giudiziaria perché ritengono inspiegabili le fughe radioattive dallo strumento, dotato sì di una sorgente a base di cesio, ma risultato integro in seguito a vari controlli. Qualcuno dunque potrebbe aver manomesso uno dei dosimetri applicati all’irradiatore. Un sabotaggio. Ma quanti hanno accesso a quell’area dell’ospedale? Quattro o cinque tecnici di laboratorio e un medico ricercatore, oltre ai guardia fuochi e gli addetti alle pulizie.

Stando ad altre testimonianze nessuna di queste persone avrebbe l’interesse di fomentare allarmismi tra i colleghi, tanto più davanti ai numerosi casi di cancro – altrettanto inspiegabili – registrati negli anni tra i medici e gli infermieri dell’istituto. Mancherebbe quindi il movente: perché farlo? Sull’ipotesi di un nesso tra il macchinario e i tumori, avvenuti soprattutto in Pronto soccorso, è in corso uno studio epidemiologico dell’Azienda ospedaliera di Udine, il cui esito dovrebbe uscire entro giugno. Anche la Regione ha dato mandato alla direzione centrale dell’assessorato alla Salute di avviare un’indagine apposita.

Ora, con l’esposto in Tribunale depositato giovedì a mezzogiorno, si apre pure il filone giudiziario. E il clima, in via dell’Istria, non è dei più sereni: il giallo sui tumori va ad aggiungersi alla crisi di performance e ai dissapori tra professionisti e management. Un’eredità non leggera per il nuovo direttore generale Gianluigi Scannapieco, fresco di nomina. Tra i compiti immediati del dg, che farà il suo ingresso al Burlo nel giro di qualche giorno, la scelta del direttore amministrativo. La designazione del direttore scientifico, invece, è una competenza ministeriale d’intesa con la Regione. In scadenza, il prossimo 30 maggio, pure il Consiglio di indirizzo e verifica presieduto da Emilio Terpin.

Scannapieco potrebbe essere presente già lunedì prossimo, in occasione della visita del sindaco Roberto Cosolini. In mattinata il primo cittadino incontrerà i vertici e il personale per far sentire la propria vicinanza e stima all’ospedale. Sul piatto, naturalmente, tutte le criticità che incombono su via dell’Istria.

Ma sull’istituto, che si è visto recentemente confermare il titolo di Irccs dal ministero della Salute, pendono soprattutto i tagli ai finanziamenti. Nel 2014 l’ospedale infantile ha dovuto fare i conti con un calo di fondi regionali del 3,6%. Ciò a fronte di una riduzione che, per l’intera sanità regionale, si è limitata allo 0,7%. In un recente intervento in Consiglio comunale l’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca aveva assicurato un incremento nei contributi in assestamento di bilancio soprattutto per gli investimenti, senza però entrare nei dettagli del quantum. L’esponente della giunta, tuttavia, è convinta che «domandare più fondi per garantire l’eccellenza è una contraddizione». L’esecutivo regionale punta piuttosto ad assegnare un preciso mandato al neo direttore per il mantenimento del ruolo regionale e il rilancio dell’attività di specializzazione per sviluppare la ricerca. Perché, aveva detto l’assessore in municipio, «prima di dare più soldi dobbiamo chiederci cosa vogliamo fare per il futuro dell’istituto».

La richiesta di adeguati livelli di finanziamento figura comunque tra i punti indicati nella mozione bipartisan del Consiglio comunale. Un tasto su cui premerà lo stesso Cosolini nel suo appuntamento di lunedì. «Per uscire da questo momento difficile – aveva rilevato il sindaco annunciando la sua presenza al Burlo – serve un forte impegno attorno al nostro ospedale infantile e anche in tal senso va la mia visita. Un impegno che dovrà essere corroborato da un investimento del Sistema Sanitario Regionale adeguato a riconoscere e a valorizzarne la specialità», sottolineava il primo cittadino. E ancora: «Come ho già detto in qualche occasione, certo non bastano le risorse economiche da sole a garantire risultati eccellenti ma tali risorse rimangono comunque una condizione necessaria».

Cosolini porterà soprattutto il suo messaggio di solidarietà ai dipendenti: «Per un concorso di ragioni il Burlo è in un momento assolutamente delicato. Io, con la mia visita di lunedì, desidero rinnovare la vicinanza della città tutta e l’impegno da parte mia affinché la specificità dell’Irccs come centro di cure di ricerca scientifica sia mantenuta e rafforzata. Questo, quindi, è anche un messaggio che mando alla Regione».

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