Traghetti, sparisce la linea Fiume-Ragusa

In disarmo lo storico Liburnija, Jadrolinija rinuncia a nuove navi. Ipotesi riattivazione nel 2016, ma la tratta era in perdita

FIUME. Niente collegamento, né continuativo né limitato alla stagione estiva. La tratta marittima Fiume–Ragusa (Dubrovnik), che veniva gestita dalla compagnia fiumana Jadrolinija, è stata soppressa dopo lunghi decenni e chissà se verrà riattivata mai in futuro. Negli anni scorsi il collegamento tra le città di San Vito e San Biagio, con approdi in varie località adriatiche, veniva assicurato da un ferry “storico”, il Liburnija, che la Jadrolinija ha venduto a un’impresa turca mandandolo poco più di un mese fa al disarmo. Una fine inevitabile, vista l’età di questa nave costruita negli anni Sessanta.

I vertici della compagnia di Palazzo Adria avevano annunciato di voler acquistare un’imbarcazione sostitutiva, possibilmente un catamarano. Invece non è stato fatto nulla e per quest’anno la Fiume–Ragusa viene accantonata, con la speranza di ripristinarla magari l’anno venturo. È quanto rilevato dal direttore generale della Jadrolinija, Alan Klanac: «Abbiamo preso in considerazione vari modelli, studiando le possibilità offerte sul mercato dell’usato in quanto impossibilitati ad acquistare un’unità nuova – ha detto – ci siamo imbattuti in mille difficoltà, concludendo che anche in caso di acquisto la stagione 2015 era da considerarsi compromessa per la Fiume–Ragusa. Ci vuole infatti del tempo per marketing, preparazione del collegamento, booking».

Klanac ha lasciato comunque la porta aperta al collegamento, esprimendo l’intenzione di volerlo ripristinare nel 2016. Ha ricordato però come nel 2014 la linea abbia lavorato in perdita e senza poter più contare sugli aiuti statali, essendo la Croazia entrata a far parte dell’Unione europea. «Dobbiamo stare attenti a ogni centesimo, anche perché non abbiamo il supporto di nessuno. Annualmente la Fiume–Ragusa chiude con i conti in rosso per una media di due milioni di euro. Dobbiamo fare attenzione. Sia chiaro che però non rinunciamo a questo pluridecennale collegamento».

Le perdite hanno una spiegazione: nel 2004 la linea aveva registrato 156 mila passeggeri, mentre ultimamente non si superava quota 40 mila. A rendere meno appetibile questo viaggio “lungoadriatico” è stata l’apertura della Dalmatina, l’autostrada Zagabria–Spalato–Plo›e, che ha risucchiato alla Jadrolinija un gran numero di passeggeri e veicoli. A detta di Ivan Frani›evi„, direttore dell’Agenzia croata per i trasporti marittimi costieri, neanche l’idea di un catamarano sarebbe buona trattandosi di imbarcazione che ha bisogno di approdi speciali e ha consumi assolutamente elevati, da 3 a 5 mila litri di carburante all’ora. «Secondo il mio parere – ha detto – a finanziare in parte il collegamento dovrebbe essere il ministero croato del Turismo, trattandosi di una linea di assoluto valore turistico».

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