Roma accelera sulla città metropolitana

Una veduta di Trieste

Approvato in commissione Affari costituzionali del Senato l’emendamento Russo inserito nella legge “taglia Province”

Nuovo passo avanti sulla strada della creazione di Trieste città metropolitana. La discussa possibilità, nata da un emendamento del senatore Francesco Russo che ha sollevato non pochi “mal di pancia”nel centrosinistra, è inserita nel disegno di legge sull’abolizione delle Province approvato ieri dalla commissione Affari costituzionali del Senato, a larga maggioranza. A favore hanno votato Pd, Scelta Civica, Autonomie. Per il sì si sono espressi anche M5S e Lega, mentre era assente Sel.

Russo ha ricevuto dalla commissione il mandato a portare in aula il disegno di legge. Dopodichè - trattandosi di modificare lo Statuto regionale, norma di rango costituzionale - serviranno altri tre passaggi: alla Camera, di nuovo al Senato e ancora a Montecitorio. Se non ci saranno intoppi, il disegno di legge - che prevede anche l’incompatibilità fra la carica di consigliere regionale e quella di sindaco di città con oltre 10mila abitanti (emendamento del senatore Pegorer) - potrebbe ottenere l’approvazione finale entro l’anno o all’inizio del 2016.

«È stato superato lo scoglio più duro», commenta Russo, che interpreta questa prima approvazione come «un contributo al dibattito già aperto dalla riforma Serracchiani-Panontin sulle autonomie locali. Spero che questa norma - aggiunge - ci aiuti a ragionare assieme sulle potenzialità di tutto il territorio regionale. L’unico modo per guardare il futuro è superare i campanilismi - ed è responsabilità di tutta la classe dirigente regionale non giocare sulle divisioni».

Un messaggio chiaro alle varie anime del centrosinistra che, come detto, poco più di due settimane fa avevano sollevato molti dubbi sull’iniziativa di Russo.

La stessa segreteria dem non aveva accolto con favore l’eventualità di una norma sulla città metropolitana. E l’assessore alle Autonomie locali, Paolo Panontin, si era detto perplesso in quanto «le dimensioni di una città metropolitana sono ben altre. A Trieste credo che queste caratteristiche manchino, e i benefici finanziari che ne potrebbero derivare non sono certi».

Mentre dal sindaco Cosolini era giunta un’apertura, il segretario provinciale Nerio Nesladek aveva rinviato la discussione dicendo che «siamo impegnati a mettere in atto la riforma con le unioni dei Comuni».

Dal vicepresidente del Consiglio regionale Igor Barvoce, esponente della Slovenska Skupnost, era giunta una secca bocciatura: «L’aula si è già espressa in modo contrario. Un organismo del genere mina la rappresentanza politica del Comuni minori e della minoranza slovena».

Anche Sel (un caso l’assenza di eri in commissione?) non aveva accolto con gioia la mossa di Russo. Il capogruppo regionale Giulio Lauri aveva osservato: «Sarebbe bene che su questi argomenti così importanti ci fosse un allineamento».

Soddisfatto, intanto, per l’esito del voto, il senatore Lorenzo Battista (Per le Autonomie), che afferma: «Gli emendamenti approvati in commissione Affari costituzionali, miei e del relatore Francesco Russo, rimettono al centro del dibattito una questione che potrebbe essere vitale per lo sviluppo della città di Trieste».

Battista ribadisce che «la forma della città metropolitana valorizza le potenzialità economiche, tecnologiche, culturali e sociali del territorio, intervenendo sullo sviluppo economico, sui flussi di merci e di persone, nonché sulla pianificazione territoriale». E aggiunge: «Ciò significa un maggiore grado di controllo amministrativo e finanziario, unito a una capacità rafforzata di gestione autonoma delle politiche del territorio. Spero che anche Trieste possa intraprendere presto il percorso della città metropolitana, che significherebbe un nuovo corso economico, culturale e politico».

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