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Gufo reale sotto attacco salvato dai vigili

Il rapace è stato ferito da cornacchie e gabbiani. Ora si trova in convalescenza nella “casa” dell’Enpa

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Un gufo reale è stato salvato dall’assalto violento di cornacchie e gabbiani. Il rapace è stato notato dapprima tra gli alberi di piazza dell’Ospedale, poi in via Giulia e infine in via Cologna.

Il pronto intervento dell’Enpa, dei Vigili del fuoco e del personale dell’associazione zoofila triestina ha consentito di recuperare la bestiola ora ricoverata nella struttura dell’Ente protezione animali di via Marchesetti. Il gufo è un esemplare maschio di circa due anni.

Il veterinario dell’Enpa, Marco Lapia, l’ha medicato e visitato. L’assalto delle cornacchie e dei gabbiani ha procurato all’animale alcune ferite non gravi e la perdita di parecchie piume. «Ora verrà curato, gli faremo un ciclo di riabilitazione e attenderemo che ripristini il piumaggio. Poi, non appena tornerà in piena forma, presumibilmente tra un paio di mesi, lo reintrodurremo in natura» spiega Patrizia Bufo, presidente dell’Enpa.

Il gufo reale è un uccello solitario; non migra e resta sempre all'interno del suo territorio personale. Trascorre le sue giornate nel nido, ricavato in genere dentro un grande albero cavo o in un anfratto roccioso, più raramente sul terreno, ed esce a caccia all’alba e al crepuscolo.

L’attività dei Vigili del Fuoco e dell’Enpa, nella giornata di domenica, non si è limitata al recupero del gufo reale. All’alba è stato soccorso un capriolo rimasto incastrato in un cancello dell’ex Tirso a Muggia. L’esemplare sta bene, si trova nella struttura dell’Enpa, e verrà liberato tra alcuni giorni. Salvato anche un gufetto, un assiolo, incastratosi all’interno di una canna fumaria mentre verosimilmente tentava di nidificare. «Va riconosciuta la sempre pronta disponibilità dei Vigili del fuoco, preziosi alleati di chi soccorre gli animali – evidenzia Bufo – e la sensibilità dei cittadini che, numerosi, hanno assistito alle fasi di soccorso. Chi lo desidera potrà rivedere gli animali ricoverati nelle voliere e nei recinti di via Marchesetti solo dalle 16 alle 18 per non turbare il percorso riabilitativo».

Al contempo l’Enpa rivolge un appello a tutti i cittadini ricordando di non toccare, accarezzare, o raccogliere cuccioli apparentemente abbandonati, se questi non sono feriti o in effettiva necessità di soccorso. Una sola carezza imprime l’odore dell’uomo al cucciolo e la madre non lo riconoscerà più. Meglio contattare subito l’ente di protezione.

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