In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

UDINE. La cooperativa sociale “Regina delle Alpi” era nata nel 2008 a Forni di Sopra, per operare nel settore del turismo e proporre vacanze al mare e in montagna. Le sue origini, però, andavano cercate a Trieste, dove undici anni prima era stata fondata la cooperativa “Arte e lavoro” per l’integrazione nel mondo lavorativo e la formazione delle persone svantaggiate. Di quell’esperienza, oggi, non resta più niente, fuorchè una dichiarazione di fallimento e l’inchiesta giudiziaria per bancarotta fraudolenta.

Il caso è seguito dal procuratore facente funzioni di Udine, Raffaele Tito, che, esaminati gli atti del fascicolo raccolti dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, ha chiesto al gup del tribunale di Udine l’emissione del decreto di rinvio a giudizio nei confronti delle tre persone finite sotto indagine, tutti soci fondatori della “Regina delle Alpi”: Michele De Filippo Roia, 44 anni, residente a Forni di Sopra e domiciliato a Tarvisio, che della società era il presidente e legale rappresentante, Roberto Antonio Gregoretti, 44, di Gonars, e Sergio Raimondo, 49, di San Giorgio della Richinvelda, entrambi in qualità di allora co-amministratori e componenti del Cda.

L’ipotesi sostenuta dalla pubblica accusa è che la società versasse in una situazione di grave crisi finanziaria già prima della sentenza con la quale il tribunale di Tolmezzo, il 3 dicembre 2012, ne aveva dichiarato il fallimento - da almeno due anni, secondo gli accertamenti condotti dalle Fiamme gialle - e che, nonostante ciò, i tre soci non avessero esitato a distrarne, occultarne e dissiparne i beni. Cioè, in particolare, il denaro presente nelle casse degli alberghi nella loro disponibilità: l’hotel “Città di Trieste” e l’hotel “Friuli” di Grado e l’hotel “Nevada” di Tarvisio.

Diversi i fatti di bancarotta contestati. Il punto interrogativo più grande riguarda l’effettiva destinazione di 139mila 716 euro, pari a quanto indicato nella contabilità a conto cassa della società e quanto in effetti consegnato al curatore, e di ulteriori 85mila 932 euro, corrispondenti ai ripetuti prelievi in contanti effettuati da sei conti correnti aperti in altrettanti istituti di credito della regione. Sotto la lente anche la vendita di una Hummer che era appartenuta alla “Regina delle Alpi”: il 28 novembre, cioè pochissimi giorni prima del fallimento, De Filippo Roia l’aveva ceduta alla “Prince Hotel sas”, ossia a se stesso visto che quella società era stata costituita a suo nome, soltanto due mesi prima, al prezzo stracciato di 17 mila euro (cifra mai versata). (ldf)

I commenti dei lettori