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Partenza a rilento per il 730 precompilato

Nel 2015 rilasciati 39mila Pin per l’accesso ai servizi online. Ma gli utenti potenziali sono 200mila

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In regione partenza a rilento per il 730 precompilato (ansa)

L’effetto 730 precompilato raddoppia i Pin rilasciati in regione per l’accesso ai servizi telematici di “Fisconline”, lo spazio web dell’Agenzia delle Entrate Fvg a favore dei contribuenti. Ai quasi 39mila “iscritti” dell’anno scorso se ne sono aggiunti altrettanti nei primi quattro mesi del 2015.

Non troppi rispetto a una platea potenziale che, secondo la Consulta regionale dei Centri per l’assistenza fiscale, è di 200mila persone, ma si trattava pur sempre della prima volta. Stando alle informazioni diffuse dalla Direzione regionale dell' Agenzia delle Entrate i Pin rilasciati da gennaio ad aprile (la fotografia è stata scattata mercoledì 27) sono stati 38.863, divisi nelle quattro province: 17.043 a Udine, 9.020 a Pordenone, 8.304 a Trieste, 4.496 a Gorizia. Se dunque al 31 dicembre 2014 le abilitazioni erano quasi 38mila, i contribuenti che hanno un codice di accesso a “Fisconline” sono ora 76mila.

Un boom o un flop? In Agenzia delle Entrate (diretta a livello nazionale da Rossella Orlandi) la valutazione è positiva, soprattutto considerando il fatto che tra i beneficiari del nuovo servizio ci sono molti pensionati, la fascia di popolazione teoricamente meno preparata a un’iniziativa online. Del resto non mancavano le alternative per poter ottenere il Pin: ci si poteva infatti rivolgere anche al call center o direttamente a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate o, ancora, procedere tramite la Carta nazionale dei servizi.

Tutte le new entry di quest’anno sono dovute alla novità del 730 precompilato? Possibile, anzi probabile, per quanto la richiesta del Pin apra le porte ad altri servizi telematici, a partire dal “cassetto fiscale”, lì dove è possibile consultare la correttezza dei propri dati anagrafici, delle dichiarazioni, dei dati di condono concordati e di quelli patrimoniali, dei rimborsi, dei versamenti tramite modelli F24 e F23, oltre che delle comunicazioni sulle anomalie degli studi di settore e delle informazioni sullo stato di iscrizione al Vies (banca dati per le partite Iva comunitarie).

Sempre per quel che riguarda il 730 messo a disposizione in rete per 20 milioni di contribuenti in Italia, dal 2 maggio al 7 luglio scatta la seconda fase dell’operazione. In quell’arco di tempo i contribuenti potranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate (via computer o delegando il proprio sostituto d’imposta, un Caf o un professionista con abilitazione) il modello così come loro presentato o, eventualmente, sottoposto a qualche integrazione.

Quest’anno, infatti, nel documento scaricabile via Internet (azione fattibile anche in questa seconda fase) non compaiono diverse categorie di spese deducibili e detraibili. Le più rilevanti sono quelle sanitarie e farmaceutiche, ma anche, tra l’altro, le uscite per l’istruzione o per le attività sportive dei figli. Sono queste “assenze” che, secondo i Caf, creeranno ulteriori code agli sportelli in aggiunta alla partita, non meno complicata, della documentazione per l’Isee. Secondo Silvano Petris, responsabile dei Caf della Cgil del Fvg, almeno il 70% dei 730 «avrà la necessità di un’integrazione rispetto al modello base».

Ciò non significa automaticamente che tutti i 200mila cittadini interessati si metteranno in fila allo sportello per chiedere un aiuto, ma è certo che anche buona parte di chi ha proceduto al “download” del 730 precompilato chiederà almeno informazioni. Se dunque, rileva la Consulta regionale dei Caf, «il progetto risponde a un condivisibile obiettivo di semplificazione fiscale, il primo anno di attuazione della misura porterà inevitabilmente un aggravio delle procedure proprio perché diverse categorie di spese che si possono dedurre o detrarre non rientrano della documentazione».

Ed è proprio questo “vuoto” che i Caf saranno chiamati a colmare intervenendo sul testo precompilato con integrazioni e, se necessario, con l’invio definitivo della dichiarazione. «Il tutto - precisano i rappresentanti dei Caf - previa delega scritta, per consentirci l’accesso al “cassetto fiscale” del contribuente».
 

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