Croazia nell’Eurozona non prima del 2020

La presidente Kitarovic a colloquio con Juncker: frenata, nonostante gli sforzi economici di Zagabria, sull’adozione dell’euro. Ancora tanta strada da fare

La Croazia non è nelle condizioni per poter entrare nell'Eurozona, sicuramente non prima del 2020, ma in compenso punta a far parte dell'area di Schengen fra un paio d'anni. È questo quanto emerso a Bruxelles, dove la presidente della Croazia Kolinda Grabar-Kitarovi„ si è recata per una missione di due giorni e dove ha avuto ieri un incontro con il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker.

«La Croazia - ha detto Juncker, che al termine dell’incontro ha tenuto un incontro stampa assieme a Grabar-Kitarovi„ - ha una naturale vocazione per diventare membro dell'Eurozona, ma deve fare ancora molti sforzi per questo obiettivo». Il presiente della Commissione Ue ha concordato con il Capo di Stato croato sul fatto che «la prima data utile sarebbe il 2020».

«La Croazia sa che deve riportare sotto controllo le finanze pubbliche e che ha un deficit troppo alto». In compenso però Zagabria potrebbe far parte dell'area di Schengen fra un paio d'anni. «Spero che in circa due anni avremo completato le ispezioni e rispettato tutti i criteri tecnici per entrare nell'area di Schengen» ha detto infatti Grabar-Kitarovic, che ha anche sottolineato l'importanza della libertà di movimento per i croati. «Non vogliamo che i cittadini lascino la Croazia, ma che almeno abbiano la scelta su dove lavorare e stabilire la propria impresa, come gli altri cittadini europei» ha detto la presidente croata.

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