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Aut aut dei Caf, Serracchiani contrattacca

La governatrice: «Sull’Isee centri fiscali e sindacati hanno sottoscritto accordi economici con l’Inps. Assurdo quindi tirare in ballo la Regione»

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Debora Serracchiani 

TRIESTE. «La Regione non ha nessuna responsabilità». Accuse respinte. Una dopo l’altra. Debora Serracchiani ribatte una volta ancora ai sindacati sul caos Isee. E, come già una settimana fa dopo il faccia a faccia con fumata nera, chiarisce che la maxiproroga chiesta dai Caf, non si può concedere. Non su benefici di origine statale che hanno tempi e modalità di erogazione diversi da quelli regionali. Il rischio, ribadisce la presidente della Regione, è di perdere i fondi.

Serracchiani, di fronte alla minaccia di serrata dei Caf di Cgil, Cisl e Uil, in difficoltà nella risposta ai cittadini al punto che si stima in 45mila le pratiche Isee a rischio “scopertura”, e alla conseguente critica mossa dalle segreterie di aver sottovalutato il problema, si dice chiamata in causa «impropriamente». E spiega: «Sono stati i Caf e i sindacati a livello nazionale ad aver sottoscritto un puntuale accordo con l’Inps, in base al quale ricevono un compenso per ogni dichiarazione Isee compilata». E dunque, se i sindacati Fvg «ritengono che quel compenso non sia adeguato al lavoro richiesto, oppure si accorgono di non riuscire a far fronte all’impegno, non possono colpevolizzare la Regione, che non c’entra nulla».

Sollecitati gli stessi sindacati a interpellare i riferimenti nazionali per individuare soluzioni diverse, la presidente non dimentica di citare i provvedimenti già adottati, e cioè le proroghe per la presentazione dell’Isee in merito al sostegno per gli affitti (dal 30 maggio al 31 luglio), ai contributi per libri di testo, trasporto scolastico agevolato e borse di studio (dal 31 marzo al 30 aprile), al bonus energia della Carta famiglia (al 22 maggio), all’esenzione dal superticket (all’1 maggio). Quello che si poteva fare, insomma, si è fatto. E «prontamente». Perché «è una situazione che ci sta molto a cuore». Ma per la maxi-proroga non c’è niente da fare «perché molti dei benefici che ricevono i cittadini anche attraverso l’Isee sono pagati con risorse nazionali, con tempistiche e rendicontazione diversa rispetto ai benefici regionali. Per cui il rischio concreto sarebbe di perdere i fondi e i benefici, eventualità che assolutamente vogliamo evitare».

Detto che per ridurre i disagi «serve un lavoro coordinato tra tutti gli enti e gli uffici coinvolti», Serracchiani ricorda di avere indirizzato una segnalazione all'Abi chiedendo che gli istituti di credito agevolino la fornitura dei dati necessari a compilare l'Isee. Parallelamente l’assessore alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro ha sollecitato le Ater ad allineare le scadenze per la presentazione dell'attestazione.

E, pur in assenza di competenze in materia, «ci siamo confrontati con i soggetti coinvolti per capire quanto e quanto diffuse siano le criticità». Incontri «utili» che hanno consentito di evidenziare positivamente, ad esempio, come l’Inps non sia in sofferenza: «Su circa 37mila dichiarazioni sostitutive pervenute nel 2015, oltre 33mila sono giunte all'attestazione». E ancora la Regione «si è preoccupata delle persone più svantaggiate, verificando come sta procedendo il ricalcolo dell’Isee per i disabili. Ci è stato riferito che le associazioni di riferimento stanno svolgendo questa attività senza affanni. E non ci risultano in sofferenza i Caf di alcune associazioni di categoria: chi desidera la certificazione, trova comunque sportelli disponibili».

Altro niet ai sindacati sul fronte di un’ipotetica task-force: «Prima di tutto occorrerebbe individuare personale da poter spostare ad altra mansione senza ritardare o bloccare altre incombenze. Cosa di per sé non facile o addirittura impossibile. E poi occorrerebbe anche il tempo materiale per la formazione». L’ultima nota è comunque sulla disponibilità a «mettere a disposizione risorse, qualora necessarie, per rinforzare i Caf, come del resto facciamo anche per i patronati, cui destiniamo circa 170mila euro l’anno».

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