Iscrizioni: su i Licei, giù i Tecnici

L'istituto D'Annunzio di via Brass

Stabili Classico e Scientifico mentre guadagna lo “Slataper”. Male il Galilei-Fermi-Pacassi con -41. L’assessore Cecot: «Flessione negativa per gli indirizzi informatici»

“Superiori a km 0”. Ovvero un’istruzione di alto livello sotto casa, sul territorio, per tutti. Questi furono slogan e filosofia che guidarono la nuova campagna di promozione del sistema scolastico superiore della Provincia di Gorizia. «Analizzando la situazione del nostro sistema scolastico ci siamo resi conto che possiamo vantare eccellenze a livello di strutture, docenti e dirigenti - disse nel gennaio scorso la vicepresidente della Provincia, Mara Cernic -, ma anche che tutto questo non è stato finora comunicato abbastanza all’esterno. Da qui nasce la nostra campagna promozionale».

Ma, alla fine, come sono andate le preiscrizioni? Sintetizziamo subito: il polo liceale e le professionali sono in aumento, calano gli Istituti tecnici. A dare una lettura autentica dei dati è l’assessore provinciale all’Istruzione Ilaria Cecot. «In generale, possiamo dire che l’offerta dei licei, quest’anno, ha tenuto: classico e scientifico - argomenta Cecot - sono sostanzialmente stabili mentre va registrato un significativo aumento delle iscrizioni allo Slataper, in particolare al linguistico, che determina il trend positivo del polo liceale. La coperta dei linguistici è corta e crescendo lo Slataper cala il linguistico del D’Annunzio. Come si vede dalle tabelle quando cresce uno, cala l’altro a testimoniare quanto detto più volte in fase di dimensionamento ovvero che prima o poi si dovrà arrivare ad un accorpamento dei Linguistici al fine di razionalizzare e semplificare l’offerta formativa».

Positivo anche l’andamento del Buonarroti (+13), dove va registrato lo stabile andamento del nuovo Liceo sportivo. Il polo D’Annunzio-Fabiani perde complessivamente 20 iscritti, come si vede chiaramente dal grafico in alto. «Il tutto - aggiunge l’assessore Ilaria Cecot - è dovuto ad un’annata non straordinariamente eccezionale, come invece lo è stata quello dello scorso anno, del “Max Fabiani” (Arte). Va invece registrato un significativo raddoppio delle iscrizioni al Turistico del D’Annunzio (da 17 a 32 con un positivo +15).

Non manca il rovescio della medaglia. «Va registrato un andamento in generale flessione negativa invece degli indirizzi tecnici industriali sia al “Galilei” che al “Marconi”, in particolare nell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni che perde iscritti in maniera significativa sia in una sede (Galilei) che nell’altra (Marconi): -15 e -20. Si evidenzia, dunque, un fenomeno assolutamente in controtendenza: contrariamente allo scorso anno perdono iscrizioni gli Istituti tecnici e tengono, se non addirittura guadagnano, i Licei.

«Bene il Cossar-Da Vinci - aggiunge Cecot - che, nonostante il disagio del trasloco forzato a causa della manutenzione dei solai, ha registrato un importante incremento di 22 iscrizioni. Invece, c’è il calo delle iscrizioni al Pertini ma senza segnali che possano destare preoccupazioni particolari. È stato un anno particolare per le note problematiche di carattere logistico che, nel corso del 2014, hanno reso necessario riorganizzare l’utilizzo delle sedi a causa della manutenzione straordinaria dei solai: nonostante queste problematiche non di poco conto, il sistema isontino ha tenuto nel suo complesso».

Una novità in ultimo: è al vaglio dei dirigenti del Galilei, Marconi e D’Annunzio e dell’amministrazione provinciale la possibilità di aprire un Its (Istituto tecnico superiore) «che, se andrà in porto, potrà sicuramente rafforzare l’offerta dei nostri Istituti Tecnici. Inoltre, la collaborazione con Area Scienze Park potrà sicuramente fornire un apporto significativo all’offerta tecnica isontina. Più in generale credo che, come mi viene confermato dalle aziende che ho potuto incontrare in questi giorni per presentare il progetto Pipol, manca in Italia la cultura del “tecnico”: ad esempio, un tubista viene considerato da molti e dai ragazzi in particolar modo, un operaio mentre nel resto dell’Europa è un tecnico, come a dire che è necessario un salto culturale in tal senso», la conclusione dell’assessore provinciale.

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