Liberazione, 2500 persone alla cerimonia in Risiera

La Risiera gremita di persone per la cerimonia del 25 aprile (Bruni)

Il sindaco Cosolini: "La Resistenza ci obbliga a non voltare le spalle ai disperati che quotidianamente invocano il nostro aiuto"

Quasi 2500 persone hanno ricordato, questa mattina in Risiera, il 70° anniversario della Liberazione dell'Italia nel corso della solenne cerimonia che ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose.

Accanto alle autorità locali con i rispettivi gonfaloni, erano presenti i rappresentanti e i labari di vari gruppi ed Enti, delle Associazioni dei deportati e perseguitati politici antifascisti, dei partigiani, dei volontari della libertà, dei caduti, delle associazioni combattentistiche e d’arma, dei sindacati e del Comitato Internazionale del lager nazista della Risiera di San Sabba.

"La Resistenza - ha detto il sindaco Cosolini durante il suo discorso - anche oggi ci obbliga a non voltare la schiena davanti alle masse di diseredati che quotidianamente invocano il nostro aiuto".

«Il 25 aprile è un simbolo grande per l'Italia: rappresenta non solo la liberazione dal giogo nazifascista ma anche e forse soprattutto l'inizio di un cammino nuovo del Paese sulla strada delle moderne democrazie» ha detto invece la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, a margine delle celebrazioni per il 25 aprile. «Il giorno in cui venne proclamata l'insurrezione generale contro gli occupanti e i loro collaboratori avvenne una cesura nella storia, della quale siamo ancora debitori».

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