Fondi Pisus, 1,1 milioni per sostenere il commercio

La giunta ha approvato la delibera con la quale vengono stabiliti i criteri di assegnazione per negozi e piccole imprese. Contributi da 20 a 100mila euro

«L’intervento più importante degli ultimi anni in favore del commercio». Il sindaco Ettore Romoli non ha esitato a definire così i fondi Pisus, pari a 1.120.000 euro, che verranno messi a disposizione per rivitalizzare i centri urbani. Un’iniziativa senza precedenti in una città piccola come Gorizia.

Per sottolineare la rilevanza dell’iniziativa, il Comune ha convocato una conferenza stampa: presenti anche il vicesindaco Roberto Sartori e l’assessore comunale alle Attività economiche Arianna Bellan. Dunque, ci siamo. La giunta ha approvato l’attesa delibera con cui vengono stabiliti i criteri di valutazione per la selezione dei progetti presentati dalle imprese. I contributi vanno da 20mila a 100mila euro e saranno a fondo perduto: i commercianti che intendono aprire una nuovo attività o ammodernare quella attuale potranno presentare richiesta di contributo. «E a stabilire la graduatoria - parola di Romoli - sarà una commissione tecnica in cui non parteciperanno nè sindaco, nè assessori, nè tantomeno consiglieri comunali. I criteri sono oggettivi e non vengono determinati dalla politica: questo lo voglio sottolineare almeno quattro volte. Si tratta di uno strumento importante per far ripartire l’economia dei nostri centri, coinvolgendo gli operatori economici con azioni che li vedranno protagonisti».

Le domande potranno essere presentate dal 6 maggio al 20 giugno mentre la pubblicazione della graduatoria sarà pubblicata al massimo entro dicembre. «Ci sono tre macrocriteri - la spiegazione di Sartori e Bellan - che privilegiano: l’insediamento di aziende nell’area Pisus riqualificata o in via di riqualificazione; il miglioramento dell’attrattività dell’azienda in chia turistica e della sostenibilità ambientale delle attività d’impresa; gli interventi di promozione e marketing delle aziende. Le priorità che incideranno sulla scelta delle proposta vanno dai progetti con maggiore impatto occupazione al tempo di realizzazione dell’intervento; dal grado di conservazione dell’edificio all’ordine cronologico di presentazione della domanda». Altro requisito importante:le aziende dovranno rimanere attive per lo meno per i cinque anni successivi, pena la perdita del contributo ottenuto.

L’area Pisus, che ricomprende tutto il centro urbano, è stata allargata nell’occasione anche alla parte di corso Italia sino al Parco della Rimembranza (ovvero all’intersezione con via Buonarroti) in previsione degli interventi di riqualificazione urbanistica che cambieranno letteralmente connotati all’arteria principale cittadina: questo per favorire la nascita di nuovi negozi e attività artigianali, oltre alla risistemazione di quelli esistenti.

Confermato anche il fatto che fra i progetti finanziabili dai fondi Pisus ci sono anche i nuovi gazebo. Gli esercenti potranno presentare domanda e, se accolta, attingere da questo serbatoio di denaro per rinnovare i bar, i negozi e anche i dehors esterni alle proprie attività. In altre parole, potranno inoltrare domanda di contributo. «Per il rinnovo dei gazebo - ha aggiunto l’assessore Bellan - è previsto un discreto punteggio: quindi, c’è la possibilità concreta dell’accoglimento della domanda».

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