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I profughi in Viale allarmano i residenti

Nello stabile di via Bonomo sistemati 30 richiedenti asilo. Preoccupati gli abitanti della zona

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Il via vai è continuo. Le persone che passano lì davanti, si soffermano per qualche secondo a scrutare l'edificio e poi si lasciano andare a tutta una serie di commenti. Per lo più negativi. Spesso si formano dei gruppetti che rimangono a chiacchierare in zona anche per parecchi minuti. La notizia che un intero stabile di via dei Bonomo sia stato destinato ad ospitare una cinquantina di richiedenti asilo si è sparsa velocemente in tutta la città, e ovviamente soprattutto nell'ultimo tratto di viale XX Settembre e nelle vie limitrofe. Ieri mattina da quelle parti non si parlava d'altro. E lo stato d'animo che si respirava era quello di una forte preoccupazione generale. Una notizia che pare aver scosso profondamente gli abitanti di una zona elegante della città, dove si trovano moltissimi edifici storici. Tanto che già si parla dell'avvio di una raccolta firme, tra residenti e non solo, per sensibilizzare le istituzioni sulla questione.

Lo stabile al civico 3 di via dei Bonomo, adesso di proprietà di un soggetto privato, era abitato fino a qualche mese fa. All'inizio di quest'anno sono stati eseguiti dei lavori di rifacimento interni che hanno interessato anche tutti gli impianti: i 15 appartamenti sono stati locati all'Ics (il Consorzio Italiano di Solidarietà) che si occupa dell'accoglienza dei richiedenti asilo in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato politico.

Sono una trentina le persone che già da un paio di settimane occupano una parte degli alloggi (circa la metà): si tratta di ragazzi, tutti giovanissimi, che arrivano da Paesi asiatici, per lo più da Afghanistan e Pakistan, ma c’è anche chi proviene dall’Africa. Qualcuno, di tanto in tanto, si affaccia dalle poche finestre aperte. Le altre hanno invece le tende costantemente abbassate. La parte rimanente degli alloggi sarà occupata nelle prossime settimane, non appena verranno completati gli allacciamenti alla rete gas. Chi ci abita già adesso non può infatti ancora utilizzare la zona cucina: proprio per questo sono stati distribuiti dei buoni pasto dagli operatori della cooperativa. È previsto anche un rifacimento delle facciate esterne dell'edificio. Saranno dunque quasi una sessantina i richiedenti asilo complessivamente ospitati nell'edificio di via Bonomo.

«È una cosa assurda - sbotta Gianfranco che abita nella vicina via Pindemonte -. In questa zona ci sono molte famiglie con bambini, non è possibile che arrivino delle persone di cui non sappiamo nulla: né chi sono né da dove vengono. Quando si prendono iniziative come questa, bisogna almeno avvisare chi vive nel quartiere».

Concetti ripresi da altri residenti. «È tutto il sistema che non funziona - afferma Alberto che abita in via Bonomo -. Non si possono accogliere i profughi in zone centrali della città: è un problema non solo logistico, ma di sicurezza per l'intera cittadinanza. D'accordo la solidarietà, ma quando è troppo, è troppo». Gabriella abita a poca distanza, lungo viale XX Settembre: «Questa è sempre stata una zona tranquilla ed elegante e che adesso rischia di trasformarsi in un'area degradata - dichiara -. Io ho paura e vi assicuro che di sera non me la sento più di passare da queste parti».

Maria abita di fronte all'edificio in questione: «Non è possibile che siamo diventati noi il contenitore di tutti questi arrivi di rifugiati. Va trovata immediatamente una soluzione: non siamo di fronte a una immigrazione controllata, ma ad una vera e propria invasione».

Per Tommaso è un discorso da affrontare a monte: «Queste persone vanno aiutate nel loro Paese. L'assistenza non può essere sviluppata in questo modo perché si va a danneggiare gli stessi residenti. La gente ormai ha paura e non ne può più di tutti questi arrivi. Vengono prese delle decisioni che non tengono conto del parere di chi abita qui».

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