Gruppo sportivo San Giacomo: una corsa lunga 70 anni

Foto di gruppo per i partecipanti alla corsa campestre regionale nel 1948

Importante traguardo per il club fondato dal carismatico patron Rodolfo Crasso. Dalle difficoltà degli esordi all’organizzazione dei campionati nazionali di marcia

E sono 70. Una vita intera, sotto tutti i profili. Questo il prestigioso traguardo che si appresta a vivere il Gruppo sportivo San Giacomo, autentica rarità nel panorama regionale e nazionale, che si prepara a celebrare l’evento in una data altrettanto rilevante, anche se per altri motivi: il 25 aprile. Fu nel giorno della Liberazione di quel lontano 1945 che Rodolfo Crasso, storica figura dello sport triestino, incrollabile marciatore, che seppe trasferire la sua forza nell’impegno agonistico anche nella gestione dei momenti più difficili della vita del sodalizio, che ricevette dal Coni la lettera ufficiale. Il testo del documento iniziava così: «Con riferimento alla domanda di costituzione del gruppo, vi comunichiamo di avervi nominato commissario dello stesso per il periodo di assestamento». Pochi mesi dopo, era ottobre, Crasso costituì il primo consiglio direttivo; vi facevano parte anche Borri, Derin e Marassi.

Lo storico vessillo del Gruppo sportivo San Giovanni

Altre epoche, altre atmosfere, ma il Gruppo sportivo ha saputo superare difficoltà e ostacoli, arrivando a oggi con una continuità che è la virtuale medaglia di cui atleti e dirigenti del San Giacomo si fregiano con orgoglio. Oltre alla sezione di atletica leggera, che non ha mai interrotto l’attività, sorsero quelle del calcio, della pallacanestro, della pallavolo. A differenza di ciò che avviene oggi, era relativamente facile, nel difficile ma festoso clima del dopoguerra, in un rione in piena effervescenza come quello di San Giacomo, avviare allo sport i giovani e i giovanissimi. Praticare una disciplina era lo sfogo di tutti, l’occasione per misurarsi con gli altri e con se stessi, per imparare regole importanti nella vita. Negli anni 1946 e 1947 tutte le attività erano ospitate dal ricreatorio rionale Pitteri. Requisito quest’ultimo, la sede per un periodo fu la casa di Crasso. Ma ben presto, grazie all’iniziativa di dirigenti e atleti e alla collaborazione del Coni, fu aperta la sede di via dell’Industria 11, attiva ancor oggi.

Cominciarono a fioccare i titoli nella marcia: nel ’47 Armando Terroni vinse il campionato italiano di 2.a categoria a Lucca. Splendido il ciclo degli anni ’50, con numerosi atleti capaci di imporsi a livello nazionale in varie discipline dell’atletica leggera. Dopo un periodo buio, nel quale, per motivi economici, dovettero essere sciolte le sezioni del calcio, della pallacanestro e della pallavolo, ecco che l’atletica tornò a far sventolare in alto la bandiera del San Giacomo, con Crasso capace di primeggiare con atleti sordomuti nella categoria “silenziosi”. Ma il gruppo sportivo sangiacomino seppe distinguersi anche nell’attività organizzativa: oltre al Palio dei Rioni (nell’edizione del ’53 i suoi atleti vinsero otto gare su otto), il Gs allestì per tre volte i campionati italiani di marcia, ospitando atleti del valore di Dordoni e Pamich e nel ’68, in occasione del cinquantenario della Vittoria, la Staffetta tricolore.

Oggi per il San Giacomo, come per tutte le società che operano nell’atletica leggera, il problema è quello di trovare giovani pronti a intraprendere l’attività agonistica. Ciò nonostante si continua, «perché il Gs San Giacomo – come soleva dire Crasso – non si ferma mai».

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