Muore in moto, tradito da una curva

Max Turus

Max Turus, 41 anni, noto rocker, trovato agonizzante in un fosso dalla moglie che lo stava cercando da ore

Chissà quante volte aveva percorso quella strada e affrontato quel curvone. Era un percorso abituale, conosciuto palmo a palmo che lo conduceva a casa dalla sua compagna, dal suo figlioletto, dai suoi affetti.

Ma l’altra notte Massimiliano Turus, 42 anni da compiere a luglio, di Moraro, non è rientrato nella sua abitazione. Un tremendo incidente stradale ha stroncato la sua giovane vita. Turus era in sella alla sua Honda Shadow 600, una delle passioni della sua vita poliedrica e ancorata a due grandi interessi: la musica e i motori. Per cause che sono al vaglio dei carabinieri, Max (così veniva chiamato dagli amici) ha perso il controllo della sua motocicletta custom proprio quando stava percorrendo il curvone della strada provinciale 4 Gradisca d’Isonzo-Moraro, non lontano dall’impianto di compostaggio e di selezione dei rifiuti. «Probabilmente, la ruota anteriore ha perso aderenza, il mezzo è diventato incontrollabile ed è finito fuori strada», fanno sapere i militari dell’Arma che hanno effettuato i rilievi di rito e stanno approfondendo in queste ore la dinamica.

C’è un punto interrogativo su quando è accaduto l’incidente: un quesito che nemmeno i carabinieri sono in grado, in questo momento, di chiarire. La compagna Silvia, non vedendolo rientrare a casa, ha iniziato a preoccuparsi ed è andata a cercare in auto il “suo” Massimiliano. Ci sarebbe stata anche una telefonata alla convivente in cui Turus le comunicava di essere rimasto vittima di un incidente ma senza dire dove. E attorno all’una Silvia l’ha trovato, agonizzante, in un campo, nelle immediate vicinanze del curvone. Forse, è questa l’ipotesi più accreditata, l’incidente potrebbe essersi verificato fra le 20.30 e le 21, fascia oraria in cui Massimiliano sarebbe dovuto rientrare a casa: pertanto, il motociclista sarebbe rimasto lì per parecchie ore, gravemente ferito, impossibilitato a muoversi e a chiedere aiuto. Peraltro, il punto in cui si trovava non era visibile della strada: per questo, nessun automobilista di passaggio ha dato l’allarme perché, semplicemente, non è stato visto. La stessa compagna avrebbe percorso e ripercorso la strada provinciale 4 più volte, sino all’avvistamento della motocicletta e di Turus che, nel frattempo, aveva perso conoscenza. Immediati sono scattati i soccorsi. Gli operatori del 118, accorsi sul posto con ambulanza e automedica, si sono prodigati per quasi un’ora: gli hanno praticato il massaggio cardiaco e hanno tentato di tutto per rianimarlo. Ma non c’è stato verso. Turus è deceduto in seguito alle gravi ferite rimediate nell’incidente stradale. I carabinieri escludono possa esserci stato il concorso di qualche altro mezzo: insomma, la dinamica è chiara ed è da escludere la presenza di auto pirata. Peraltro, quel curvone ha una conformazione particolare ed è stato teatro di incidenti (anche molto gravi) nel passato più o meno recente.

Vivo il cordoglio del sindaco di Moraro, Alberto Pelos. «Massimiliano lo conoscevo bene, eravamo quasi coetanei. Peraltro, ci accomuna il fatto che l’abitazione in cui vivo si trova proprio di fronte alla sua. Che dire? Sono affranto, siamo affranti. Il paese è rimasto attonito non appena si è sparsa la notizia del terribile incidente». Ricorda Pelos: «Era un appassionato di motociclette e un bravo musicista. In questo momento, mi sento di esprimere il cordoglio di tutta la gente di Moraro. Siamo vicini alla sua famiglia».

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