Il Polo intermodale riacciuffa i fondi Ue

Un’elaborazione al computer del progetto del Polo intermodale di Ronchi

Salvi fino al 2017 i 6 milioni che Ronchi rischiava di perdere. Domani il voto sul bilancio dello scalo: disavanzo vicino al milione

Regione e Aeroporto Fvg “salvano” i 6 milioni dell’Europa necessari alla realizzazione del polo intermodale di Ronchi. Quei soldi, che sarebbero dovuti essere utilizzati entro il 2015, saranno a disposizione fino al 2017. Fonti dell’amministrazione fanno sapere che, grazie alla trattativa con Stato e Ue, i fondi sono stati fatti transitare dal Por Fesr comunitario al Pac, Piano di azione e coesione, “contenitore” statale che ha tempi di spesa più lunghi.

La questione ha interessato i cda di fine mandato della gestione Dressi. Prima di lasciare l’incarico di presidente di Ronchi, il manager triestino racconta di aver monitorato i passaggi che porteranno tra un mese alla pubblicazione del bando di gara, con l’invito indirizzato alle circa dieci aziende che hanno manifestato il proprio interesse a costruire l'opera che collegherà lo scalo via ferrovia con le principali località Fvg e con Venezia. «Il fatto che la Regione sia riuscita a riposizionare i fondi con scadenza 2017 ci consentirà di non perderli», conferma Dressi.

Le rimanenti risorse per il primo lotto, com’è noto, sono già state accantonate: a fronte di una spesa di 10,3 milioni, oltre al Pac, ci penseranno anche Regione (2,5 milioni a favore del Comune di Ronchi) e Provincia di Gorizia (1,5 milioni per la palazzina bus). Quanto al secondo lotto (serviranno altri 6,9 milioni, il totale della spesa è infatti di 17,2 milioni) si dovranno trovare i soldi, ma il progetto riguarda comunque l’intera opera dato che il primo lotto è totalmente autosufficiente, e basterà per attivare un Polo intermodale perfettamente funzionale, mentre il secondo (automaticamente aggiudicato al vincitore della gara) consiste solo in opere accessorie.

Come previsto nell’accordo di programma sottoscritto nell’agosto scorso, sarà la società Aeroporto Fvg il soggetto attuatore, in un'area di 80mila metri quadri tra la linea ferroviaria e lo scalo di Ronchi. Lungo la ferrovia sarà costruita una stazione passeggeri, collegata al terminal aeroportuale con una passerella di 425 metri che attraverserà con un ponte la statale 14 e sarà dotata di ascensori e scale mobili. A fianco la stazione dei bus per 16 linee con piazzale di manovra asfaltato di 3.800 mq e una superficie pedonale di 2.800 mq. Sono inoltre previste tre aree di parcheggio per 1.500 posti complessivi.

Per quel che riguarda i tempi Dressi, che esprime soddisfazione per il fatto che Ronchi sarà uno dei 7 scali italiani con Polo intermodale, non ha dubbi che lo slittamento di due anni per la spesa dei 6 milioni consentirà di chiudere la procedura entro il 2017. «Il cronoprogramma è stato riaggiornato visti i ritardi della burocrazia. Solo per convincere la Ue che il suo contributo non era aiuto di Stato si è perso un anno, nemmeno in Regione sono stati fulmini di guerra».

Un anno e mezzo dovrebbe ora bastare per la valutazione delle offerte, l’aggiudicazione delle opere e l’approvazione del progetto definitivo. Altri 18 mesi serviranno poi per l'esecuzione dei lavori (in partenza presumibilmente tra un anno) e il collaudo del primo lotto. «Tra un mese conto di far partire la fase del bando», annuncia il presidente deciso a concretizzare l’ultimo atto del suo mandato (martedì 31 marzo è in programma l’approvazione del bilancio in cda e in quell’occasione verrà ufficializzata la convocazione dell’assemblea, anche di rinnovo cariche, il 30 aprile), senza dimenticare «il fondamentale apporto dell’assessore Riccardi che ha rimesso in moto un’operazione abbandonata» e, in questi mesi, «il grande lavoro dell’ufficio di piano dell’ingegner Vatta». Si parte dalla raccolta delle manifestazioni di interesse da parte di una decina di imprese, qualcuna regionale. «Sono in corso le verifiche dei requisiti – fa sapere il presidente –, poi con il bando si tratterà di mettere in fila le offerte concrete».

Guardando invece all’approvazione del bilancio, Dressi mantiene la bocca cucita: «Lo devono vedere prima i consiglieri, daremo tutte le informazioni a fine cda». A quanto risulta il disavanzo, a fronte del calo 2014 dei passeggeri vicino al 14%, sfiorerebbe comunque il milione di euro. Un’ultima dichiarazione del presidente è riservata alle dimissioni formalizzate dal vicepresidente Adriano Ceccherini: «Sono arrivate per motivi di salute, non sono sorpreso. Già da tempo non partecipava alle riunioni del consiglio».
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