Apre tra un anno il nuovo Canale di Panama

Operai al lavoro nel nuovo Canale di Panama

Risolti i contenziosi e i problemi dell'aumento smisurato dei costi, il cantiere procede spedito: realizzato il 90% del progetto. Ora si stanno montando le enormi paratoie costruite in Fvg da Cimolai e partite nei mesi scorsi da Trieste alla volta del Centro America

Da 4.400 fino a 14mila. È la capacità di container delle navi che potranno attraversare il Canale di Panama quando, tra circa un anno, l'opera sarà aperta rivoluzionando il commercio marittimo mondiale, con diversi porti statunitensi che stanno adeguandosi per ospitare le "nuove" navi e lo Stato centroamericano che vede raddoppiare fino a 5 miliardi di dollari annui i suoi ricavi lordi.

Come vedremo, il Friuli Venezia Giulia (in particolare Pordenone, Porto Nogaro e Trieste) ha un ruolo importante nella realizzazione dell'impresa.

L'opera alla fine costerà poco di più (circa 5,8 miliardi di dollari), una cifra comunque molto maggiore dei 3,3 stimati inizialmente. Anche di questi extra costi - al centro di un contenzioso arbitrale che si preannuncia lungo ma che sta dando ragione alle imprese esecutrici dei lavori - potranno parlare direttamente in queste ore in un incontro ufficiale il presidente panamense Juan Carlos Varela e l'amministratore delegato della Salini Impregilo, Pietro Salini, dopo un primo vertice tenuto a Roma tre settimane fa.

Il gruppo italiano è infatti il leader operativo di un consorzio che vede come altro grande azionista la spagnola Sacyr ed è riuscito a trovare rapporti migliori con il committente. I tempi di consegna sono tra l'altro rispettati, anche con l'ìnnalzamento a 7,4 gradi Richter della tenuta sismica e contenziosi risolti sul grado di impermeabilità del cemento.

Il cantiere è enorme e dà lavoro ancora a circa 8mila operai per l'aggiunta di una terza e più grande corsia al canale attraverso la costruzione di nuovi complessi di chiuse alle due estremità, una sull'Oceano Atlantico e una sul Pacifico. In queste ore si stanno posizionando le 16 paratoie alte oltre 30 metri costruite dalla Cimolai di Pordenone, che erano in mano italiana oltre un anno fa, quando si risolsero i contrasti sui finanziamenti, un confronto che rallentò i lavori.

Sono le enormi paratoie costruite nei capannoni a Porto Nogaro, poi trasportate su chiatta a Trieste e quindi imbarcate mesi fa al Molo VI su una nave speciale, semiaffondabile, unica in grado di far attraversare l'Atlantico agli enormi manufatti. La nave speciale, la Stx Rose, per quattro volte ha fatto la spola tra Trieste e Panama.

Quest'opera, la più grande del mondo con un uso di ferro quasi venti volte superiore a quello utilizzato per la torre Eiffel e di cemento giornaliero pari al consumo di una nazione di medie dimensioni, si aggiunge a quanto costruito nel 1914 permettendo il transito alle navi dette appunto Post-Panamax. «È un progetto strategico per il commercio mondiale e rappresenta una miscela di alta tecnologia, esperienza costruttiva e competenza progettuale», commenta Pietro Salini prima di un road show internazionale a New York dove il gruppo italiano, il primo al mondo nelle costruzioni per la gestione delle acque, presenterà conti 2014 con ricavi in crescita del 10% a 4,2 miliardi di euro, un utile di 103 milioni (+12%) e un debito netto in calo a 89 milioni.

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