Scontro sull’orario estivo tra pendolari e Regione

Pendolari scendono da un convoglio regionale alla stazione ferroviaria di Trieste

L’assessore chiede riscontri entro domani sulla nuova offerta ferroviaria. La risposta: «Ci ha preso per i suoi impiegati? Non accettiamo ultimatum»

TRIESTE. «Siamo stufi, dimettevi tutti». I pendolari avevano appena applaudito il primo monitoraggio positivo sul servizio di Trenitalia quando, venerdì sera, non digeriscono una e-mail di Mariagrazia Santoro. E, dal blog Comitato Alto Friuli, sbottano: «L’assessore ha superato ogni limite, in primis quello del rispetto verso le persone. È lei al servizio nostro, non viceversa». Incomprensione, così almeno la interpreta con stupore Santoro, dovuta alla richiesta contenuta nel messaggio trasmesso ai comitati in cui si chiede un rapido riscontro, già entro domani, alle proposte dell’assessorato «sull’affinamento dell’offerta ferroviaria» attivabili dal cambio di orario del prossimo giugno, a prescindere dall’entrata in servizio degli 8 nuovi elettrotreni di marca spagnola.

La Regione, spiega Santoro, fa seguito alle istanze dei pendolari dell’ottobre 2014, chiede una «prima valutazione» lunedì e ipotizza un incontro mercoledì 25. Il tono è di disponibilità, ma i tempi stretti non convincono il comitato che ribatte con una durissima replica: «Siamo basiti dalla superficialità con cui viene gestito il servizio ferroviario in Fvg. Nell’ultimo incontro di dieci giorni fa – si ricostruisce nel blog – non si è fatto accenno a variazioni, anzi Trenitalia aveva fatto intendere il contrario, ovvero che a giugno ci sarebbe stata la possibilità di una rivoluzione degli orari con l'entrata in servizio dei Caf e soprattutto con il termine a fine aprile dei lavori lungo la Udine-Tarvisio».

Leggendo il termine del 23 marzo come un ultimatum, i pendolari parlano di «insulto all’intelligenza», denunciano l’«errore colossale» dell’introduzione a dicembre 2013 dell’orario cadenzato e infine attaccano: «Cara assessore, per chi ci ha preso, per i suoi impiegati?». E ancora: «Sono mesi che inviamo suggerimenti e proposte: cosa ha fatto fino a oggi l’Ufficio mobilità regionale? Cosa il suo dirigente responsabile dal lauto stipendio da 140mila euro? Questa volta ci godiamo il fine settimana insieme alle nostre famiglie, lasciando a chi è retribuito con i soldi dei contribuenti il compito di analizzare l'orario ferroviario regionale». Santoro legge e, già ieri mattina, proroga il termine per le osservazioni a giovedì 26, fissando l’incontro mercoledì 1 aprile, «a dimostrazione della volontà di mantenere il clima collaborativo e proficuo con i comitati, oltre a trasmettere il giorno stesso le valutazioni fatte da Trenitalia sulle proposte di modifica fatte dai comitati stessi».

Un gesto di pace che non cancella però le perplessità per il veleno usato dal comitato Alto Friuli. In assessorato, infatti, non dimenticano che «proprio nel corso dell'ultima riunione, si è convenuto che il processo di adeguamento degli orari in funzione del nuovo materiale rotabile sarà graduale e fatto, per passi, proprio per evitare qualunque problema ai passeggeri». I tempi stretti della risposta chiesta ai pendolari? Decisi da Trenitalia. Che però, vista la reazione, ha acconsentito allo slittamento di qualche giorno. Quanto alla critiche all’orario cadenzato, l’assessore chiarisce: «È necessario lavorare sul presente e sul futuro, non rivangare scelte nate a cavallo tra il 2012-2013 quando i vertici nazionali e locali di Trenitalia erano altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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