Al PalaRubini il test del “concorsone”

Candidati in fila davanti al PalaRubini prima della prova di un concorso pubblico

Sono 6mila gli aspiranti regionali: cinque i posti in palio. La Regione sta preparando le preselezioni all’impianto sportivo. A metà maggio la prova per la categoria D

Sono tanti. Oltre 6mila in totale, divisi in due tranche da 2 e 4mila. Per ospitarli serve uno spazio ampio, che renda possibile il controllo della regolarità delle operazioni. E dunque la Regione, in vista del doppio concorsone bandito a fine dicembre, pensa alla casa dello sport, il PalaRubini di via Flavia a Trieste. Vanno ancora definite le intese con il Comune, fa sapere il direttore generale Roberto Finardi, ma l’intenzione è di convocare in quella sede le due preselezioni per la corsa ai 5 posti a tempo indeterminato a Palazzo.

Le domande in fila alla scadenza del 30 gennaio sono 6.126, di cui 1.995 per il concorso che mette in palio 3 posti (uno interno) per specialista amministrativo economico in categoria D e 4.131 per quello che invece “regala” 2 posti (uno interno) per assistente amministrativo economico in categoria C. Preso atto, vista l’ampia platea, della necessità di una preselezione (nelle regole la si prevede nel caso di un numero di domande superiore a 100, quota ampiamente sforata), gli uffici stanno innanzitutto vagliando chi vi dovrà partecipare. Uno screening obbligatorio dato che i due bandi escludono dalla prima prova «il personale regionale che partecipa ai concorsi pubblici con riserva dei posti», oltre alle persone con handicap «affette da invalidità uguale o superiore all’80%». Una volta terminata la preselezione gli ammessi dovranno superare una successiva verifica del possesso dei requisiti di partecipazione al concorso prima di poter accedere all’esame vero e proprio.

La direzione generale non è ancora in grado di fissare la data, ma i tempi massimi non vanno troppo oltre un paio di mesi. Si inizierà con il concorso con meno persone coinvolte, quello per la categoria D, con la preselezione indicativamente a metà maggio. Mentre per i 4mila in corsa per la categoria C si andrà probabilmente a fine maggio. Quanto alla sede, inevitabile pensare a spazi molto ampi. Non a caso in Regione si sta vagliando l’ipotesi del PalaRubini. «Ci dobbiamo mettere d’accordo con il Comune, ma credo che quella sia la soluzione migliore - rileva Finardi -. Del resto dobbiamo individuare un luogo che possa consentire la preselezione in giornata. Non sappiamo naturalmente quanti di quelli che hanno presentato domanda saranno poi presenti, ma ci dobbiamo attrezzare per far posto a tutti».

Nel menù, si legge nei criteri, i concorrenti saranno chiamati a risolvere, entro un tempo predeterminato, un test basato su quesiti a risposta multipla sulle materie oggetto della prova scritta. Si tratta, per quel che riguarda la categoria D, di diritto costituzionale e amministrativo; normativa comunitaria, statale e regionale sui fondi europei e nazionali; programmazione, pianificazione e controllo di gestione; ordinamento e organizzazione della Regione Fvg. La categoria dovrà inoltre concentrarsi su atti e procedimenti amministrativi, nonché appalti, contratti e acquisizione di servizi e forniture. Per superare lo scritto sarà necessario centrare almeno 21 punti su una scala che porta a un massimo di 30. All’orale poi (occasione anche per verificare della lingua straniera scelta dal candidato tra inglese, francese e tedesco), entrambi i bandi invitano a prepararsi sul diritto penale, con particolare attenzione ai reati commessi dai pubblici dipendenti e a quelli contro la pubblica amministrazione, oltre che al rapporto di lavoro nella Pa e agli elementi di contabilità pubblica, patto di stabilità e armonizzazione dei bilanci. Anche per la prova orale sono previsti fino a 30 punti.

Nelle intenzioni della Regione c’è l’obiettivo di assicurare, nel rispetto di limiti e vincoli interni ed esterni, risorse professionali adeguate al perseguimento di quanto indicato nel piano strategico e in quello delle prestazioni. Tenendo sempre in cima all’agenda il traguardo dell’efficienza e riducendo i costi della macchina regionale, già scesi dal 2013 al 2014 di 3,36 milioni di euro: da 152,14 milioni a 148,78 milioni (- 2,1%, in gran parte frutto della riduzione dei compensi per i dirigenti).

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