Le trame per la conquista della piattaforma logistica

Il porto di Trieste

Le intercettazioni telefoniche del Ros da cui emerge tutto il lavoro sotterraneo per far vincere l’appalto a Francesco Loffredo appoggiato da Stefano Perotti

TRIESTE. La data per l’assalto dei burattinai all’hub della piattaforma logistica è quella del 23 luglio dello scorso anno. I pm di Firenze l’hanno definita «attività collusiva». Protagonisti e interpreti sono Stefano Saglia, ex Pdl e Ncd e ex sottosegretario al ministero per lo sviluppo economico, Rocco Girlanda, ex Pdl, già sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti nel governo Letta e segretario del Cipe, e ora consigliere del ministro Maurizio Lupi. Assieme ai due politici c’è Ettore Incalza, da 30 anni figura di primissimo piano al ministero dei Lavori pubblici. E anche gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo. Infine il beneficiario: Francesco Loffredo.

Facciamo un passo indietro: poche settimane prima l'Autorità Portuale ha reso pubblico l'avviso di gara per il conferimento di un incarico professionale. Nell’avviso il termine delle offerte è indicato nelle 12 del giorno 25: ci sono solo due giorni di tempo per chiudere la partita Trieste. I burattinai devono fare in fretta. Ad attivare le operazioni è Ettore Incalza, il superburocrate dei lavori pubblici dal suo ufficio del ministero. Alle 18.09 telefona a Stefano Perotti, l’imprenditore amico del ministro Maurizio Lupi, e gli chiede di raggiungerlo immediatamente. «.. ci possiamo vedere tipo sei e mezza.... », dice. Perotti avvisa subito della convocazione Francesco Cavallo, presidente di Centostazioni diventato famoso per aver regalato un Rolex da 10mila euro al figlio di Lupi: «Se ... mi ha convocato per le sei e mezza... adesso mi sto muovendo... vieni poi ti affacci …».

Alle 18.44, Franco Cavallo avvisa Nicola Bonaduce (ndr, funzionario dello staff di Lupi) che per raggiungerlo al ministero delle Infrastrutture. Nel corso della stessa serata, Cavallo si procura il numero del telefono di Rocco Girlanda. Ed è quel giorno che - secondo le indagini dei Ros - viene deciso il nome di chi deve vincere il bando dell’Autorità. È Francesco Loffredo con cui lo stesso Perotti manifesta di avere avuto rapporti professionali. Infatti il giorno dopo Stefano Perotti propone a Francesco Loffredo di partecipare alla gara indetta dall’Autorità Portuale e Perotti si propone di svolgere un’attività di “supporto”, dopo che Loffredo avrà vinto la gara. Dalle conversazioni intercettate emerge pure il ruolo di Stefano Saglia, ex Pdl e Ncd e ex sottosegretario allo sviluppo economico, già legato a Perotti da un rapporto di consulenza.

Perotti chiama Loffredo e gli propone di partecipare: «... senti... ti volevo fare una proposta ... non so se hai i requisiti... c'è una gara per collaudazione... sul porto di Trieste ... Autorità Portuale ... se hai fatto già collaudazione di opere infrastrutturali e se hai fatto parte di Pubblica Amministrazione ... con queste due prenderemmo dei buoni punteggi...». Loffredo afferma di avere i requisiti richiesti per partecipare a questa gara: «...allora ... io ovviamente sono stato in Italferr... assolutamente si...». Perotti, una volta vinta la gara da parte del suo interlocutore, si propone come esecutivo: «...si...poi li puoi aggiungere... il problema è il tempo... dobbiamo farla rapidamente... non è una cosa pazzesca come attività... però è veloce... allora... ti farei contattare da Alessandra Giovannico, che ti gira le richieste...».

Alle 16.46 di giovedì 31 luglio, l'autista - factotum Roberto Ceciarelli chiede a Stefano Perotti cosa deve fare con «quella busta». Perotti gli dice di consegnarla a Franco Cavallo. Immediatamente Roberto Ceciarelli avvisa Cavallo che ha un appuntino da parte di Stefano Perotti. Dopo circa un’ora Cavallo informa direttamente Perotti di aver consegnato «un appunto» a Roberto Ceciarelli e chiede cosa fare del foglio ricevuto: «... ho dato un appunto a Roberto … che è da dare... no esatto... che è da dare a quello a cui avevi già dato quei tre là ... ti ricordi quelle tre aziende? … e la quarta datami da Roberto ... invece cosa devo fare di quello che mi hai dato? …». Stefano Perotti fa capire che il foglio va consegnato a Rocco Girlanda in quanto vi è riportato il loro candidato per aggiudicarsi l'appalto (ndr, Francesco Loffredo): « ... eh... con Rocco ... gli avevamo parlato e ci aveva dato la dritta che … quindi avevamo deciso di partecipare … abbiamo già fatto e la ... e quello lì è il nostro candidato». Perotti chiama Roberto Ceciarelli e gli chiede di girargli per e-mail l’appunto: «… sì perchè lo devo correggere …». Nella stessa serata Ceciarelli avvisa Franco Cavallo che ha un altro appuntino che gli deve consegnare su incarico di Stefano Perotti.

Alle 10.53 di venerdì primo agosto Cavallo avvisa Nicola Bonaduce che lo sta raggiungendo al ministero in quanto deve incontrasi anche con Rocco (si ritiene Girlanda): «... ... ah allora ... allora io vengo lì perchè devo tra l'altro vedermi un attimo con Rocco». E sempre il primo agosto Perotti, tramite Cavallo fa pervenire a Rocco Girlanda un biglietto contenente, con ogni verosimiglianza, l'indicazione del nominativo di colui che dovrà essere il vincitore della gara, appunto Francesco Loffredo. Alle 12.07 del 2 agosto Cavallo assicura a Perotti di aver consegnato l'appuntino con il nominativo del candidato, aggiungendo che chi l'ha ricevuto (Rocco Girlanda, ndr) ha però eccepito che il nominativo segnalato «non era nell' ... ciao agli ordini ... senti tutto a posto già consegnato mi dice che ... però lui non ... non gli sembrava d'averlo visto nell'elenco però mi dice che ...»

Insomma, tutto deciso.

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