Al Dragone Acanto il primo premio di Classic boat

Acanto, il Dragone progettato nel 1929 dal norvegese Johan Anker, lungo 8,93 metri, tra il 1948 e il 1972 anche classe olimpica, una delle barche a chiglia più stimate del mondo che fatto parlare di...

Acanto, il Dragone progettato nel 1929 dal norvegese Johan Anker, lungo 8,93 metri, tra il 1948 e il 1972 anche classe olimpica, una delle barche a chiglia più stimate del mondo che fatto parlare di Monfalcone e del cantiere Alto Adriatico nel mondo dopo il restauro del giovane maestro d'ascia e yacht designer, Leonardo Bortolami, ha vinto il premio per il “miglior restauro del 2014” (Awards 2015) assegnato da Classic boat. Si tratta del riconoscimento che viene dato ogni anno dalla rivista internazionale più importante che tratta delle barche classiche, la Bibbia del settore. L’Acanto proprio lo scorso dicembre aveva ottenuto una nomination da Classic boat, una sorta di candidatura al premio che permette di entrare nella rosa dei migliori che dovranno esser votati. Ieri la notizia della vincita del premio.

Leonardo Bortolami, oltre ad essersi laureato in scienze dell'architettura a Venezia e specializzato in design navale e nautico tra Milano e Genova, è anche un dottorando in tecnologia dell'architettura all'Università di Ferrara. Il giovane maestro d’ascia ha eseguito il restauro, dopo accurati studi, nel cantiere Alto Adriatico grazie al dottorato di ricerca del Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara grazie al progetto di Lucio Marquardt, responsabile del settore ricerca e sviluppo dello stesso cantiere. L'Acanto era stato anche premiato come miglior restauro tra le imbarcazioni della Barcolana classic del 2014 . L'imbarcazione era fortemente compromessa nella maggior parte delle sue strutture ed è stata recuperata grazie a un restauro di tipo conservativo. C'è stato un attento lavoro di progettazione e intervento sulle singole strutture dove si sono preservate tutte le componenti strutturalmente adeguate e sostituite le altre che erano rovinate grazie alla compatibilità di tecniche e altri materiali. Il restauro, assolutamente innovativo, è stato possibile perchè realizzato nel corso del dottorato di ricerca sponsorizzato dal cantiere Alto Adriatico ed organizzato dal Dipartimento di Architettura di Ferrara. E' stato possibile mettere in campo e sperimentare tecniche che non sono più utilizzate quotidianamente, come la piegatura a vapore delle ordinate e il ripristino delle caratteristiche strutturali dello scafo.

Giulio Garau

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