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Il tram riparte dopo 4 giorni di stop causa Bora

Fermo da venerdì per un ramo caduto sulla rete aerea, oggi Trieste trasporti ha riattivato la linea. Sindacati all’attacco sui disagi da Pdays sospesi

di Matteo Unterweger
2 minuti di lettura
Un albero abbattuto dalla Bora davanti al tram in piazza Oberdan  

Fermo da venerdì mattina, il tram di Opicina è potuto ripartire appena questa mattina. Anche la storica tranvia, nel solco di una sua tradizione non propriamente fortunatissima, ha pagato le sferzate della Bora della scorsa settimana. Raffiche che, con punte andate a sfiorare i 160 chilometri all’ora, all’alba appunto di venerdì 6 febbraio hanno fatto cadere il ramo di un albero sulla rete aerea necessaria al movimento della linea tranviaria. Il problema si è verificato all’altezza del rettilineo di Conconello: i cavi non si sono spezzati, ma il peso li ha spinti verso il basso e danneggiati, rendendo inutilizzabile il servizio. Trieste trasporti ha allora attivato l’autobus sostitutivo numero 2, dal centro cittadino a Opicina. Da domenica, cessate le folate di Bora, i tecnici si sono messi all’opera per ripristinare il corretto funzionamento e consentire così al Tram di ripartire, cosa che è avvenuta, come annunciato, questa mattina.

Causa emergenza-Bora disagi anche per alcuni utenti del trasporto pubblico cui non è giunta la comunicazione di come sabato scorso (e poi anche domenica) i Pdays - la pedonalizzazione di via Mazzini e di via Imbriani nei weekend - fossero stati sospesi proprio per il problema maltempo. Sulle segnalazioni di proteste arrivate al personale di Tt, i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl hanno scritto una lettera ufficiale ai vertici della società e per conoscenza a Provincia (responsabile del Tpl) e Comune (da cui venerdì pomeriggio era stata comunicata la sospensione dei Pdays). «A partire dalle ore 7.30 circa - si legge nella lettera - i conducenti durante lo svolgimento del servizio sono stati informati che l’Ods in oggetto (Ordine di servizio del 3 luglio 2014 relativo alle modifiche indotte dai weekend pedonali nelle vie Mazzini e Imbriani, ndr) era stato sospeso e che dovevano essere ripresi i percorsi previsti dal lunedì al venerdì. Questa situazione ha comportato inevitabilmente vane e lunghe attese di ignari utenti alle fermate per il sabato e la domenica», il tutto con «Bora e temperature molto rigide». Da ciò è derivato, rilevano i sindacati, «un incredibile disservizio con veementi proteste verso gli autisti, per mancate e a nostro avviso dovute comunicazioni all’utenza». Infine, la richiesta di un incontro chiarificatore.

Sull’argomento Trieste trasporti ha confermato che, nell’emergenza da fronteggiare, il personale non è riuscito a togliere via gli avvisi che annunciano i Pdays da tutte le fermate interessate dalle modifiche ai percorsi dei bus. Qualcuno, leggendoli come nei weekend passati, ha dedotto che il provvedimento fosse regolarmente in vigore. Da qui, le vane attese. Tt aveva segnalato la variazione sul suo sito web e via twitter. Anche il Comune aveva fatto lo stesso, diffondendo inoltre un comunicato ai media. «Spiace per i disagi all’utenza, ma la prima necessità era quella di fronteggiare la gestione dell’emergenza», ha osservato il vicesindaco Fabiana Martini. Concetti espressi pure dall’assessore alla Pianificazione urbana Elena Marchigiani.

Le sigle sindacali si chiedono poi se la Provincia fosse stata informata. Così l’assessore ai Trasporti di Palazzo Galatti, Vittorio Zollia: «Non eravamo informati e quando ho ricevuto la lettera dei sindacati ho chiesto al Comune. Mi è stato spiegato che i vigili urbani erano impegnati in altre attività per il maltempo e non avrebbero potuto garantire la chiusura in sicurezza di via Mazzini. Bisogna anche avere comprensione quando si creano condizioni particolari».

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