Marchi Gomma chiude due dei tre negozi

La vetrina di uno dei negozi Marchi Gomma (Francesco Bruni)

Commercio in crisi profonda in città: l'ennesimo caso clamoroso. Resterà aperto solo il foro storico in via della Zonta, già venduto l'intero immobile dove al piano terra si trovavano le altre rivendite. A casa la metà dei dipendenti

Godina pochi mesi fa ha dovuto alzare bandiera bianca. Un altro nome storico del commercio triestino, la Marchi Gomma spa, compie invece una scelta difficile adesso - quella della ristrutturazione - per evitare il pericolo di dover cessare in futuro l’intera attività. A fine marzo Marchi Gomma chiuderà due dei tre punti vendita, per mantenere aperto solo quello storico all'angolo tra via della Zonta e via Valdirivo. Giù le serrande dei fori sistemati tra via Paganini e via Torrebianca, l’uno dedicato alla vendita degli articoli di ferramenta, gomma, antinfortunistica e l'altro - stagionalmente - a quelli per il giardinaggio, il Natale o il Carnevale. La famiglia Marchi, proprietaria dell'intero immobile che ospita questi ultimi due fori, lo ha venduto a una società che lo trasformerà in una struttura alberghiera. Gli uffici amministrativi che oggi hanno sede in via della Zonta 4 si sposteranno al secondo piano del negozio che ospita gli articoli per la casa, andando a occupare quella superficie che da tempo espone prodotti per campeggio e mare, articoli di rubinetteria e per il bagno. Quello insomma dove i clienti sulciano nelle tante ceste piene di ciabattine in plastica per andare a prendere il sole o entrare in acqua.

Giovanni e Vanna Marchi

«Una scelta sofferta ma obbligata - dice Giovanni Marchi, amministratore con la sorella Vanna della storica azienda triestina - elimineremo alcuni rami d'azienda, chiuderemo alcuni reparti e salteremo qual ciclo della stagionalità per il quale mettevamo a disposizione un intero punto vendita». Verrà dunque ridotto anche il personale. «A oggi abbiamo 15 dipendenti - conferma Marchi - con la chiusura dei due negozi ne manterremo circa la metà». Va però ricordato che per l'allestimento dei reparti che andrà a chiudere l’azienda oggi fa leva su diverse figure esterne, così come accade per il trasporto e la consegna di certi articoli.

«All’inizio dell’anno abbiamo messo al corrente i dipendenti della nostra decisione - spiega Marchi - a breve organizzeremo un altro incontro per entrare nei dettagli». Di base, chi è impegnato nei reparti che verranno soppressi dovrebbe perdere il lavoro «ma stiamo valutando le diverse situazioni personali, oltre che burocratiche, prima di decidere», sostiene il rappresentante dell'azienda nata nel 1912.

Marchi Gomma oltre alla vendita al dettaglio ha sviluppato negli anni una rete di import-export e di collaborazioni con il mondo della cantieristica, della carpenteria metallica o con grandi nomi della moda o del design. «La città non è più quella di una volta, - spiega Marchi - e oltre alla concorrenza spietata nella vendita al dettaglio, nel nostro caso incidono negativamente anche il crollo del mercato e la grande difficoltà di pagamento da parte di molte aziende che riforniamo». Da un lato insomma i cinesi che con i loro agguerritissimi negozi di casalinghi sono dei concorrenti temibili; dall'altro realtà industriali o artigianali, anche di una certa importanza, sempre meno solvibili.

Fra il duro e lo sconsolato la reazione dei sindacati. «La scelta dei Marchi, malgrado risulti impopolare e triste, - dichiara Maria Giovanna D'Este di Ugl terziario - fa parte di un piano di ridimensionamento dell'azienda che in momenti difficili come questo potrebbe nel tempo ridare forza alla società e permetterle in futuro di effettuare nuove assunzioni, magari dando prelazione a chi ora perderà il lavoro». Una scelta - quella che non è riuscita a prendere la famiglia Godina, finendo per dover chiudere l’intera attività - che può attrarre molte critiche, ma che insomma potrebbe rivelarsi una scialuppa di salvataggio. «È l'ennesima importante realtà del commercio triestino - commenta invece Antonella Bressi di Cgil terziario - costretta a fare un passo indietro. Stiamo assistendo a un effetto domino, la situazione è allucinante e non esiste uno straccio di idea per il rilancio occupazionale. Spero si attivino degli ammortizzatori sociali».

Duro il commento del rappresentante del comparto del terziario della Cisl, Andrea Blau: «Marchi Gomma è l'ennesima vittima della staticità di chi gestisce questa città - tuona - non c'è un piano di sviluppo e ci si focalizza solo sulla Ferriera senza rendersi conto che di giorno in giorno Trieste perde realtà più piccole ma fondamentali per la struttura economica cittadina. Basta contare il numero delle chiusure. Le associazioni datoriali, Confcommercio e Confindustria avviino un tavolo di confronto. È urgente».

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