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«Servizi intatti nei quattro ospedali»

Il direttore della neonata Ass Bassa friulana/Isontina: «Nessun ridimensionamento a Gorizia, Monfalcone, Palmanova e Latisana»

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«Non cambierà nulla sotto il profilo squisitamente operativo. Le funzioni di base verranno garantite in tutti e quattro gli ospedali: Gorizia, Monfalcone, Palmanova e Latisana. In altre parole, il percorso diagnostico verrà effettuato, come succede già oggi, nei 4 nosocomi, poi a seconda della gravità si farà ricorso a centri specializzati perché l’intento deve essere quello di garantire massima sicurezza al paziente».

Rassicurante. E non poteva essere diversamente. Giovanni Pilati, direttore generale della neocostituita Azienda sanitaria Bassa Friulana-Isontina, ha voluto tranquillizzare l’uditorio sulla riorganizzazione dei servizi. Ha definito subito la realtà che dirige «un’Azienda sanitaria nuova di zecca e non la sommatoria di due realtà vecchie. Si tratta di una sfida organizzativa importante e le opportunità di miglioramento dei servizi sono enormi. Selezioneremo il meglio dell’ex Ass 2 Isontina e della ex Ass 5 Bassa Friulana».

L’occasione per parlare di strategie? La conferenza stampa di ieri mattina durante la quale Pilati ha presentato tutto il suo staff, composto dal direttore sanitaria Laura Regattin, da quello amministrativo Antonio Poggiana e dal coordinatore socio/sanitario Gianfranco Napolitano. «Una squadra di tecnici», ha sottolineato più volte Pilati. Tecnici che avranno il compito di tradurre in realtà le scelte della riforma regionale che lo stesso neodirettore generale ha contribuito a scrivere, a redarre. «La fusione - parole di Pilati - è avvenuta senza scossoni. E non è stata una partita facile perché si trattava di rendere unici apparati doppi. Abbiamo costruito in maniera provvisoria una nuova organizzazione, identificando una responsabilità per ogni unità. Sono stati individuati 11 dirigenti: nei prossimi giorni nomineremo i responsabili del dipartimento di prevenzione e di igiene mentale e il coordinatore che si occuperà di dipendenze». Insomma, un lavoro intenso.

Caldamente sollecitato dai cronisti, Pilati ha affrontato anche il nodo dei Punti nascita, non dando (in realtà) grosse indicazioni. «Per l’Isontino la decisione è già stata presa da parecchio tempo: sopravvive Monfalcone, Gorizia ha visto la chiusura del suo reparto. Ora si tratterà di definire la nuova sede del reparto materno-infantile fra Palmanova e Latisana. La decisione verrà presa nei prossimi mesi e sarà di competenza della Regione, non certamente dell’Ass. In questa fase, si stanno monitorando i flussi delle nascite per arrivare ad assumere la decisione migliore». La nuova Ass subentrerà in tutto e per tutto nei progetti del Gect, compreso quello delle casa del parto.

Ma ci sarà anche un’altra novità. «Gli ospedali verranno organizzati a coppie. Cosa significa? I presìdi di Gorizia e Monfalcone verranno considerati come un unico ospedale, stesso discorso per Palmanova e Latisana. Ciò accadrà anche da un punto di vista amministrativo ma non ci saranno conseguenze per i pazienti che vedranno confermati tutti i servizi e le funzioni di base».

Last but not least, la riorganizzazione «per liberare risorse - parole dei vertici della nuova Ass - da indirizzare all’assistenza sul territorio. Sono stati riconfermati i quattro distretti e ci sarà un piano di “distribuzione” del personale deciso di concerto con i sindacati. Il nostro obiettivo è di migliorare la qualità del servizio, facendo scelte ponderate, tecniche e in perfetta linea con gli indirizzi regionali».

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