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«Meno reati ma più brutali. E così cresce l’insicurezza»

Il procuratore generale della Corte d’Appello Grohmann all’inaugurazione dell’anno giudiziario: a Trieste raddoppiati in un anno i fascicoli per stalking

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L'inaugurazione dell'anno giudiziario (Foto Silvano) 

In un panorama generale che registra un calo (-16%) del numero di reati segnalati dalle forze dell’ordine, il procuratore generale della Corte d’Appello di Trieste, Dario Grohmann, ha voluto ieri porre l’accento su alcuni trend particolarmente allarmanti in base ai dati raccolti a livello territoriale. «In crescita è il numero di femminicidi - ha osservato -, e in aumento sono anche i casi di stalking nonostante le azioni di prevenzione e repressione». Al Tribunale di Trieste, proprio per quest’ultima fattispecie disciplinata dall’articolo 612-bis del Codice penale, sono stati 90 i fascicoli aperti fra fase dibattimentale e ufficio del giudice per le indagini preliminari nell’anno giudiziario 2013-14 (dal primo luglio 2013 al 30 giugno 2014): numero quasi raddoppiato rispetto ai dodici mesi precedenti, quando erano stati 47.

La panoramica sulla situazione nel Distretto della Corte d’Appello di Trieste firmata da Grohmann ieri, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2015, ha toccato anche altri punti rilevanti: «Sebbene risultino in diminuzione i reati contro il patrimonio, in particolare rapine e furti, è in aumento la percezione di pericolo e di insicurezza tra la popolazione per le modalità con le quali vengono messi in atto», ha messo in rilievo il procuratore, riferendosi alla violenza a danno delle vittime di tali raid che ha caratterizzato vari degli episodi accaduti nei mesi scorsi. Grohmann ha inoltre assicurato come sia «costante l’attenzione ai reati, fra cui quello dell’immigrazione clandestina, connessi alla realtà di zona di confine» quale è il Friuli Venezia Giulia: «I forti flussi migratori che attraversano la nostra regione - ha aggiunto - hanno da tempo fatto innalzare i livelli di attenzione, controllo e monitoraggio sull’eventuale formazione di cellule jihadiste, ulteriormente rafforzati dopo i gravi fatti di Parigi».

Nel ribadire i positivi risultati delle sezioni della Corte d’Appello di Trieste, il presidente Mario Trampus si è soffermato pure sul tema del sovraffollamento carcerario, mostratosi in diminuzione complessiva in Italia grazie anche ai nuovi interventi legislativi con l’incentivazione dell’uso del braccialetto elettronico o l’applicazione di misure alternative alla detenzione: «Il miglioramento a livello nazionale ha trovato conferma anche nell’ambito del Distretto della Corte d’Appello di Trieste - le parole di Trampus -, dove al 31 ottobre 2014, a fonte di 484 posti regolamentari disponibili, i detenuti presenti negli istituti penitenziari erano 600, in sensibile, progressiva diminuzione rispetto a quelli presenti al 31 ottobre dell’anno precedente, 812, sia al 30 giugno scorso, 644». Il fatto che «l’emergenza carceri sia superata» l’ha voluto includere nel proprio discorso Emilia Fargnoli, a Trieste in rappresentanza del Ministero della Giustizia. «La carenza di organico è di più di 8.000 unità sul territorio nazionale - ha ricordato Fargnoli passando poi in rassegna la situazione dei lavoratori del settore della giustizia -. Sulla Gazzetta ufficiale è uscito il bando per la mobilità di 1.031 dipendenti dell’amministrazione pubblica e 200 assunzioni sono già avviate. Interventi non sufficienti, ma oggi si inverte una perniciosa tendenza. L’impegno della riforma - ha concluso - ha bisogno di altre risorse, con la ricerca di nuove fonti di finanziamento».

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