Bambini da tutelare quando i genitori non ci sono

Dalle separazioni della coppia alla detenzione di mamma o papà: esperti a confronto

Si è svolto nell’auditorium del Salone degli incanti il convegno “L’origine del disagio minorile” organizzato dalla Fondazione @uxilia onlus e da Gesif - associazione Genitori separati insieme per i figli onlus - per affrontare il tema della tutela dell’infanzia in situazioni di difficile genitorialità, quali le separazioni e i divorzi.

Le crisi di coppia molto spesso si portano dietro un lungo strascico di sofferenza. Bambini e adolescenti, figli di genitori in crisi, rimangono spettatori di violenze o di lunghe contese giudiziarie che possono incidere profondamente e negativamente sulla loro crescita.

Al convegno sono intervenuti il presidente del Tribunale dei minori di Trieste Paolo Sceusa, il direttore generale del Dipartimento di giustizia minorile Serenella Pesarin, il direttore del Coroneo Ottavio Casarano, lo psicologo e professore universitario Luca Chicco, il presidente del Gesif Silvio Albanese, il presidente del Focolare onlus Deborah Rossit, il consulente legale di Amps e il presidente di @uxilia Massimiliano Fanni Canelles, che ha vestito i panni del moderatore. Sono stati presi in considerazione i diversi aspetti che afferiscono all’ambito della tutela dei minori rispetto a un difficile rapporto con i genitori, valutandone gli aspetti giuridici e le diverse specificità portate da ogni singolo caso, come succede a quei genitori che si trovano a dover scontare una pena detentiva all’interno di un carcere.

Il presidente del Tribunale dei minori di Trieste ha aperto i lavori affrontando una problematica particolarmente attuale, come quella dei nuclei familiari di origine straniera, all’interno dei quali le istanze educative proprie della cultura e della religione di appartenenza contrastano con i diritti dei minori presenti in famiglia.

«Il compito del Tribunale è difficile - ha spiegato Sceusa - perché deve bilanciare fra i diritti dei minori e il rispetto del principio di non ingerenza nei confronti dei modelli educativi scelti dai genitori, ai quali viene riconosciuta la libertà di crescere i propri figli senza dover adottare un preciso modello educativo di riferimento». Capita che queste famiglie decidano di tornare nel proprio Paese d’origine e in questo caso al Tribunale spetta il compito di valutare l’opportunità che i minori vengano allontanati dall’Italia. «In questi casi - precisa Sceusa - ci si deve confrontare anche sul piano del diritto internazionale e diplomatico, sempre nel supremo interesse dei minori».

Il direttore del Coroneo Casarano ha posto l’accento sul disagio che, oltre al minore, coinvolge il genitore cui viene imposta la separazione a seguito dell’incarcerazione. Per questo motivo, da tre anni, @uxilia ha avviato con la casa circondariale di Trieste un progetto pilota per tutelare la genitorialità dei detenuti con l’uso delle nuove tecnologie.

Luca Saviano

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