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Attempato Casanova truffa venti "prede"

Seduttore di 63 anni finisce in tribunale: si presentava come un riccone ma spillava soldi alle sue conquiste

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Uno dei molti film sul personaggio di Casanova 

POLA. Si chiama Emilio V.. Ed è un istriano fatale, un grande seduttore, sebbene sia decisamente un po’ avanti con gli anni (ora ne ha 63), ma non solo. Se è bravo sotto le lenzuola, a quanto dicono, è ancor più bravo a sottrarre denaro dai portafogli e dalle carte di credito delle sue conquiste.

Ma Emilio, adesso, è passato dalla camera da letto all’aula di un tribunale sloveno dove deve rispondere delle sue malefatte che nella terminologia giudiziaria sono qualificate come truffa ed estorsione di denaro. Una ventina le denunce di donne sedotte, derubate e abbandonate.

Della sua vicenda si occupa il quotidiano croato 24 sata che pubblica le storie raccontate da alcune donne cadute nella trappola del bell’Emilio. Ovviamente tutte mantengono l’anonimato perché molte, non giovanissime, sono sposate. E ce ne sono anche alcune che lavorano negli uffici del governo e del Tribunale di Lubiana.

Lo scenario delle truffe? Sempre più o meno lo stesso. Emilio agiva soprattutto d’estate parcheggiando in bella vista la sua Mercedes bianca targata Amburgo dinanzi ai grossi centri commerciali di Capodistria e Lubiana. Poi sceglieva la vittima che solitamente era un’elegante signora dalla cinquantina in su alla quale faceva subito una veloce radiografia sullo stato patrimoniale in base all’abbigliamento, alla borsetta e all’automobile.

«Mi si è presentato come ufficiale a riposo di transatlantici, mi raccontava che aveva grosse entrate finanziarie e di possedere case a Parenzo, ad Amburgo e a Marbella. Dopo alcuni appuntamenti non ho saputo resistergli e siamo finiti a letto» racconta una delle vittime. Emilio, continua la preda, si inventava storielle strappalacrime per farsi prestare del denaro che gli serviva per pagare la multa o per un improvviso viaggio per andare a trovare l’anziana mamma ammalata: «Diceva che mi avrebbe restituito il denaro dopo il prelievo in banca. Ma, in alcune settimane, mi ha alleggerito di alcune migliaia di euro».

Secondo un altro racconto, Emilio ha indotto una signora a vendere il suo bar a Trieste perché gli servivano urgentemente dei soldi. Una vittima di Capodistria invece ha capito le sue reali intenzioni rifiutandosi di comperargli un appartamento, come le aveva chiesto, promettendo che l’avrebbe rimborsata con il denaro incassato da una polizza assicurativa inventata. La vicenda del seduttore truffatore avrà il suo epilogo in tribunale. A conclusione della prima udienza Emilio V. ha aggredito il giornalista Danijel Cek del quotidiano Primorske Novice che voleva fotografarlo. Il processo riprenderà agli inizi di febbraio.

(p.r.)

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