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A Porta Nuova si sbriciolano le mura del XVI secolo

Piccoli pezzi di pietra caduti probabilmente dall’arcata. L’assessore: avvieremo un’indagine per scoprire le cause

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GRADISCA. Cedimenti di materiale lapideo alla Porta Nuova di Gradisca, uno dei simboli della cittadina della Fortezza. A segnalarli sono stati alcuni residenti del centro storico, dei quali pubblichiamo una eloquente immagine a corredo dell'articolo. Secondo le segnalazioni non si tratterebbe del primo episodio di questo tipo. Il seppur lieve cedimento riguarderebbe, proprio al termine del ponticello in legno l'ingresso stesso della Porta. Un campanello d'allarme che, per quanto piccolo, non può certo essere ignorato. Ne va del decoro ma anche della sicurezza dei cittadini. Le pietre infatti potrebbero essere cadute dall'alto, dall'arcata stessa della Porta Nuova, e dunque avrebbero anche potuto colpire qualche passante.

Ne è consapevole anche l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Alessandro Pagotto, che assicura come l'amministrazione si allerterà immediatamente per valutare l'episodio. Ricordando anche che quella zona, così come parte delle mura che cingono la città, ricadono frequentemente in ambiti di proprietà privata. «Per prima cosa intendiamo avviare un'indagine per comprendere la reale entità e le cause di questo cedimento. Dal confronto con i proprietari capiremo anche se, come e chi possa intervenire. Quel che è certo - chiosa Pagotto – è che questo seppur lieve episodio non va sottovalutato, ma va anzi visto come un campanello d'allarme. Come amministrazione, e crediamo di averlo dimostrato in questi primi mesi di mandato, abbiamo a cuore la sicurezza dei cittadini e anche il decoro della nostra cittadina».

L’originaria porta, denominata Porta Vecchia, fu realizzata al tempo del primo provveditore veneto Francesco Tron (1481). Quindi già all’epoca della fondazione di Gradisca, la rudimentale recinzione posta a nord, era interrotta dalla porta che costituiva il principale accesso al borgo. Successivamente, fra il 1498 ed il 1499, proprio allo scadere della tregua ventennale con i Turchi, quando furono completate le opere di fortificazione della cittadella nel settore settentrionale, la Porta Vecchia fu incorporata nel vicino Torrione di San Giorgio e sotto la direzione del noto ingegnere militare Giacomo Contrin, fu edificata la Porta Nuova. Leggermente spostata rispetto all’originaria porta, come spiega la studiosa Orianna Furlan. essa garantiva l’accesso al borgo fortificato e i due torrioni, quello di San Giorgio e quello della Campana, posti all’estremità del lato nord della cinta muraria, le assicuravano la necessaria protezione. Ancor’oggi la Porta Nuova costituisce l’accesso obbligato per chi, provenendo dal Parco della Rotonda, vuole entrare nel borgo fortificato.

Luigi Murciano

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