«Decisione politica il no alla centrale a biomasse»

L’imprenditore Roitz (Rail Services): «A Gorizia prevale il “non si può”. Ma noi andremo avanti e magari lasceremo la città»

«Noi andremo avanti. Il piano industriale c’è, così come la sua completa copertura finanziaria. Credo sia noto che in questi lunghi mesi di lavoro abbiamo ricevuto disponibilità e offerte di insediamento delle nostre attività industriali dalla Sinistra Isonzo al Pordenonese, tanto per restare in Regione, da parte di enti ed organi amministrativi consci del valore generato in questi anni di crisi infinita da innovazione, investimento, lavoro. A breve prenderemo le nostre decisioni».

Enrico Roitz della “Rail services srl” rompe il silenzio dopo che il Consiglio comunale di Gorizia ha negato la compatibilità urbanistica all’impianto di produzione di energia elettrica da gassificazione di biomasse solide che doveva sorgere in via Trieste, nell’area ferroviaria. E tuona: «Prendiamo atto costernati ma senza alcuna sorpresa - dice - del parere espresso dal Consiglio. Naturalmente attendiamo di ricavare le motivazioni dei gruppi e dei singoli consiglieri dal verbale della seduta ma è chiaro, che non essendoci ragioni ostative urbanistiche (il parere degli uffici tecnici del Comune è stato nuovamente positivo) il voto sia tutto politico. Sì, è politico perché al contrario di un anno e mezzo fa il diniego è chiaramente rivolto anche a tutti quelli che in questi lunghi mesi hanno ufficialmente e caldamente appoggiato la nostra iniziativa industriale: Confindustria, Cciaa, i sindacati confederali, il Patto per lo sviluppo della Provincia di Gorizia e devo aggiungere anche importanti esponenti del mondo politico. Diniego espresso in spregio dell’evidenza dei pareri ambientali favorevoli espressi da tutti gli enti preposti quali Arpa, Ass e non ultimo dal Centro di ecologia teorica ed applicata (Ceta), enti che viene da chiedersi a cosa servano o quale valore abbiano le loro valutazioni».

Prosegue Roitz: «Come lo leggiamo? Per l’opposizione probabilmente vale il “tanto peggio tanto meglio”, e di certo creare innovazione e posti di lavoro a Gorizia non deve essere un obiettivo dell’amministrazione Pdl. La maggioranza per non mostrare crepe decide per il voto di coscienza dei singoli, quasi si votasse sull’eutanasia. Risultato: il nulla. A Gorizia non si può! È il valore del verosimile del luogo della politica. Dove i valori diventano verosimili. Se altrimenti, come non riusciamo a credere, a non essere “gradito” fosse l’ingentissimo risparmio di soldi pubblici e di emissioni nocive generato dalla messa a disposizione di 01Mth a fini di pubblica utilità, (calore sufficiente al riscaldamento di 400 appartamenti da 100 metri cubi) non saremo certo noi a doverne accertare le motivazioni e le responsabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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