Addio alle ricette “rosse” di carta, il 38% è online

Recuperato il ritardo iniziale nella diffusione delle prescrizioni elettroniche. Modelli cartacei in soffitta da febbraio

TRIESTE. Un paio di mesi di ritardo rispetto alle previsioni di metà 2014, ma le ricette “rosse” sono davvero in via di estinzione. L’assessore alla Sanità Maria Sandra Telesca, confortata dai dati che arrivano dai medici di famiglia e dalle farmacie, fissa il traguardo della prenotazione elettronica diffusa al cento per cento in Friuli Venezia Giulia a fine febbraio. La classica prescrizione farmaceutica, che costa alle aziende sanitarie 50 centesimi a stampata (12 milioni di pratiche all’anno, 6 milioni di spesa), viene dunque incenerita.

Dopo essere stato bacchettato dal ministero dell’Economia per i ritardi nel percorso di dematerializzazione dei documenti sanitari, il Servizio sanitario regionale si è mosso molto rapidamente. A inizio giugno meno dell’1% delle ricette dei circa 1.100 medici di medicina generale Fvg veniva emesso in formato elettronico.

Oggi, stando a quanto rendono noto, assieme all’assessorato, i diretti interessati con il presidente regionale Romano Paduano, la copertura - vale a dire i professionisti messi in condizione, dal punto di vista tecnico, di poter stampare la ricetta dematerializzata, il contrassegno da consegnare per l’acquisto dei medicinali - è pari al 92%. I collegamenti informatici superano quota 90% anche sul fronte delle farmacie. E i risultati arrivano di conseguenza.

A fine novembre, informa Federfarma Fvg, la ricetta “rossa” era scomparsa già nel 38% dei casi. «Risolti i problemi tecnici di interfacciare i software degli ambulatori con quelli di Insiel, la percentuale è già soddisfacente - commenta l’assessore Telesca -, ma è destinata a crescere in fretta. Entro febbraio dovremmo essere a regime». Nel dettaglio la dematerializzazione segnava un mese fa il 36% nelle farmacie della provincia di Trieste, il 31% in quelle di Gorizia, il 35% a Udine e il 49% a Pordenone. «Siamo stati all’altezza della sfida tecnologica», sottolinea il presidente regionale di Federfarma Francesco Pascolini.

Il prossimo step sarà la dematerializzazione integrale della ricetta, obiettivo da raggiungere nel 2015, ovvero l’inserimento della prescrizione direttamente nel microchip della tessera sanitaria. Scenario possibile non appena entrerà a regime il dossier farmaceutico che consentirà ai professionisti di avere a portata di click la situazione di salute del singolo cittadino. Il fascicolo elettronico racchiuderà la storia clinica delle persone, uno storico oggi affidato alla memoria del paziente, del medico, dei farmacisti o ad archivi cartacei poco pratici soprattutto in caso di emergenza, «ma anche nell'ottica della farmacia sempre più intesa come presidio di sanità a un passo dal cittadino», rileva Pascolini.

Quali i vantaggi della ricetta dematerializzata? «Si ricevono in farmacia ricette formalmente corrette, altrimenti il sistema non le accetta - spiega ancora il presidente di Federfarma Fvg -, si semplifica la gestione burocratica, si agevola il servizio e si riducono gli adempimenti finalizzati al controllo da parte delle aziende, oltre a migliorare la qualità dei dati di prescrizione ed erogazione, ridurre incomprensioni e contenziosi, contrastare le contraffazioni e naturalmente consentire un ampio risparmio al Ssr».

Pascolini invita peraltro gli utenti a tener conto della sola problematica, quella dei tempi di attesa al banco, dato che la farmacia deve connettersi in tempo reale al sistema: «Gli sforzi della nostra rete per concretizzare il progetto sono stati notevoli, se si pensa che i professionisti hanno dovuto fronteggiare a loro spese, senza un euro di contributo pubblico, contrariamente a quanto accaduto in Veneto dove la Regione ha stanziato fondi per acquisto di software e hardware, le criticità legate alle connessioni telematiche e alla mancanza di collegamento». Le difficoltà maggiori sono state riscontrate dagli operatori della montagna e della pedemontana pordenonese, aree in cui non è disponibile la banda larga e si è dovuto fare uso di ponti radio e chiavette.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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