Muggia, “miniera” turismo ancora tutta da sfruttare

Presentato al Comune il progetto quinquennale che il Rotary regala alla città L’esperto: «Qui non si crea più impresa, invece bisogna credere nel prodotto»

MUGGIA. Turismo, una miniera - per Muggia - tutta da sfruttare. Che se oggi vale un 6-7 per cento del Pil cittadino (arrivando al 13 considerando l’indotto), un domani potrebbe triplicare attestandosi al 20 per cento. L’importante è crederci, e forse questo è il vero scoglio per chi vuole progettare un futuro nel turismo in quel di Muggia.

Questo almeno dice Francesco Comotti, manager del settore, incaricato dal Rotary muggesano di redigere un piano che lo stesso Rotary regala al Comune perché ne faccia buon uso.

La consegna è avvenuta ieri pomeriggio in Municipio: a ricevere lo studio dalle mani di Riccardo Novacco, presidente della commissione rotariana che ha gestito l’iniziativa, è stato l’assessore Stefano Decolle.

I dettagli si conosceranno quando lo studio sarà presentato alla cittadinanza a fine gennaio. Per intanto ecco le linee guida, come illustrate dallo stesso Comotti.

Tre - da detto - gli elementi considerati: l’analisi generale dal punto di vista del turista e l’offerta degli operatori locali; l’identificazione dei prodotti da lanciare e l’identificazione dei mercati; la stesura di un piano promozionale.

Dalle ottocento interviste realizzate per redigere il piano due sorprese, una positiva e una che lascia un po’ di amaro in bocca.

La prima: sotto il profilo turistico l’appeal di Muggia è maggiore in quella stagione cosiddetta “morta”, cioè da ottobre alla primavera, mentre tutti punterebbero alla stagione balneare.

La seconda, ahimè, è che proprio gli operatori muggesani 8proprietari di alberghi in primis) sono i primi a crederci poco, e sotto questo aspetto il lavoro da fare sarà molto. Il tempo non manca perché il progetto è sviluppato in un arco di cinque anni (dal 2015 al 2020).

Tre le criticità principali individuate dall’esperto: anzitutto l’assoluta mancanza di un “sistema turistico” non solo a livello muggesano, ma anche provinciale perfino regionale; in secondo luogo la mancanza di rapporti e sinergie Muggia-Trieste e viceversa; infine la sottovalutazione da parte degli stessi operatori muggesani del settore: Muggia - dice Comotti - è percepita dai turisti meglio di quanto non si considerino i suoi residenti. manca insomma una caratterizzazione del prodotto ma la cosa più grave ancora è che - parole di Comotti - a Muggia non si crea più impresa, e gli operatori sono i primi a non credere negli investimenti nel settore del turismo. Tant’è che tre quarti di loro non hanno neanche postato le offerte (di alberghi, ristoranti, negozi, agriturismi) sul web. la strada sarà lunga: intanto però basta appoggiarsi al Comune - è la conclusione - al quale spetta solo la cabina di regia per il coordinamento delle iniziative. (a. g.)

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