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Bucci si dimette “in diretta” dal Consiglio

Il forzista lascia: «Passione scemata per colpa di quest’assemblea che non rispetta l’opposizione»

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Il Consiglio comunale è iniziato da pochi minuti. C’è il tempo per la commemorazione di Virna Lisi, scomparsa ieri, e poi è subito il consigliere forzista Maurizio Bucci a chiedere la parola. Ben presto si capirà il motivo dell’intervento: l’ex assessore comunale (quando il sindaco era Roberto Dipiazza) rassegna le sue dimissioni. Per i più inattese, anche se le voci su un suo possibile addio avevano iniziato a rincorrersi già nel pomeriggio. In serata, durante la seduta, la conferma ufficiale.

«In quest’aula non ho mai letto un intervento - ha esordito Bucci - ma ci sono momenti in cui le parole devono essere calibrate e soppesate». Uno di quei momenti è arrivato ieri sera. Il forzista in uscita ha parlato in particolare di «passione», intesa come base imprescindibile su cui fondare la propria azione politica. «Un valore che questo Consiglio comunale oggi ha smesso di trasmettere», ha sentenziato Bucci, uno dei politici coinvolti nella vicenda giudiziaria delle “spese pazze” in Consiglio regionale.

Ribadendo di essere stato sempre entusiasta nei ruoli elettivi e negli incarichi affidatigli negli anni, ha messo in luce come l’entusiasmo sia oggi esaurito: «Giorno dopo giorno in questa consiliatura si è spento». Non è mancato un tuffo nel passato: «Ho iniziato con la Prima repubblica, quando le delibere si conquistavano in aula. Era un Consiglio dove avevi il timore di prendere la parola. C’erano forti valori». Bucci ha rivendicato le sue libere scelte di schierarsi prima con la Lista per Trieste, di entrare poi in Forza Italia, in seguito nel Pdl e infine di ritornare nella rinata Fi. «Ho avuto l’onore per anni di gestire la macchina comunale», la sottolineatura sul periodo da assessore. Bucci ha anche citato il concetto di «rispetto» per affermare come lo stesso sia stato «calpestato da un mediocre Consiglio comunale, in cui le proposte dell’opposizione vengono bocciate a prescindere. Dopo 22 anni in quest’aula non è più il mio Consiglio». Bucci ha chiarito di volersi ora dedicare a lavoro e famiglia. E dopo aver ringraziato «tutte le persone che mi sono state vicino», citando i dirigenti comunali con cui aveva lavorato all’epoca della giunta Dipiazza, ha annunciato la sua decisione: «Rassegno le mie dimissioni. La mia nave salpa per un nuovo e, ne sono certo, più entusiasmante itinerario». A quel punto, seduta sospesa: baci e abbracci, e il saluto degli ormai ex colleghi. Al posto di Bucci entrerà in Consiglio Lorenzo Giorgi, primo dei non eletti del Pdl nel 2011, rimasto fuori per un solo voto a vantaggio di Manuela Declich.

Nel corso della prima parte della seduta, approvate due delibere: quella sulla variante al progetto di riqualificazione dell’ex Maddalena e il riconoscimento di un debito fuori bilancio di 4.895,35 euro a copertura di spese da sentenze esecutive di condanna. (m.u.)

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