Il tragico volto della Grande guerra in 200 scatti

Esposte in una mostra le foto “senza censura” di un ufficiale italiano sul fronte carnico

DUINO AURISINA. È un appuntamento che si inserisce nel periodo di festività e sta già riscontrando molto interesse tra il pubblico: in scena fino al 4 gennaio 2015, il percorso espositivo inaugurato a fine novembre al Castello di Duino, vale a dire la mostra intitolata “La Grande guerra in Carnia” e allestita dal gruppo Ermada Flavio Vidonis, presenta un interessante spaccato sulla vita dei soldati in seconda linea. L’iniziativa alla sala Rilke è nata da un’idea del Soprintendente ai beni artistici, storici ed etnoantropologici del Fvg Luca Caburlotto, frutto di una proficua collaborazione con l'omologo di Arezzo, il Comune di Foiano della Chiana e l’associazione “Fotoclub Furio del Furia”. Il progetto è inserito in “Ermada 1914 Voci di Guerra in tempo di pace”, che gode di finanziamenti regionali. Quanto al fondo fotografico esposto, rientra nel ricco archivio “Furio del Furia”, articolato in più di 6 mila lastre, e descrive un vivace excursus di vita militare nella “Zona Carnia”, che da Cividale arrivava all’Alto Friuli. L’autore delle oltre 200 istantanee presentate (i cui negativi sono stati restaurati) era probabilmente un ufficiale del 6° Reparto autotrattrici: un artista che utilizzò una macchina fotografica tascabile per immortalare momenti della routine di tutti i giorni e, più raramente, della prima linea con i suoi orrori.

Questi sono i fondi più interessanti perché, a differenza delle fotografie ufficiali scattate a fini propagandistici dai reparti foto-cinematografici dell’Esercito e che dovevano passare al vaglio della censura, rappresentano il volto più reale e crudele del 15-18: le sofferenze, i feriti, i caduti. Non è il caso, però, di questa raccolta: il suo autore, visto l’incarico che probabilmente ricopriva e il reparto con cui operava, ebbe la possibilità di documentare la vita delle seconde linee e dei centri logistici, l’enorme sforzo messo in campo dall’Esercito per rifornire chi combatteva.

Nella presentazione della mostra Massimo Romita, “timoniere” del Gruppo Ermada, si è soffermato sul ricordo del “presidente Flavio Vidonis al quale è dedicata tutta l'attività che costantemente, con grande fatica, ma con serietà e concretezza, viene portata avanti”.

In particolare le tre iniziative che il sodalizio ha promosso al Castello da marzo a oggi, visitate da oltre 40mila persone. Numeri che se si aggiungono alla forte presenza registrata alla mostra “Voci di guerra in tempo di pace”, recentemente in scena alla Stazione Marittima, e che confermano come “l'attività promossa in sinergia con i Principi, in chiave culturale e turistica, sia apprezzata”. Ed è proprio sull'aspetto turistico che Carlo della Torre Tasso, nel suo intervento, ha voluto soffermarsi, ringraziando il Gruppo Ermada per la costante attività promozionale.

Tiziana Carpinelli

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