L’accusa delle “Sentinelle”: «Non protetti dalla questura»

L'accenno di rissa in Ponterosso tra Sentinelle e centri sociali (Bruni)

Il coordinatore regionale Gabrielli: «La contestazione era nell’aria, la manifestazione andava blindata». Il Movimento cattolico per la Famiglia sporge denuncia

«Le minacce che ci erano state rivolte sono state sottovalutate dalla Questura, non siamo stati sufficientemente tutelati». Chi lo scorso sabato ha partecipato alla veglia delle Sentinelle in piedi, in piazza Ponterosso, per sottolineare che la famiglia può essere composta soltanto da un uomo e da una donna, ritiene che il servizio di protezione disposto dalla forze dell'ordine non sia stato "adeguato". «Non c'è stato alcun filtro tra chi vegliava e i contestatori: il preavviso alla manifestazione era stato consegnato alla Questura all'inizio del mese», sostiene il coordinatore regionale delle Sentinelle in piedi, Marco Gabrielli. «Eravamo già stati contestati in piazza dell'Unità lo scorso 5 ottobre - aggiunge - e le forze dell'ordine erano presenti, hanno visto a quali rischi eravamo esposti. Io - continua - non sporgerò denuncia, come hanno fatto gli altri coordinatori nelle città dove le Sentinelle sono state contestate».

A sporgere denuncia sarà invece il Movimento Cattolico per la Famiglia e la Vita che si è riunito ieri sera per decidere come impostare l'esposto. Un atto che darà ulteriore forza ala lavoro della polizia che in queste ore ha iniziato a visionare i filmati che ritraggono l'aggressione da parte dei disobbedienti, anarchici, studenti e simpatizzanti dell'Arcigay, che hanno fatto irruzione nella piazza nel corso della veglia «strattonando i partecipanti, portando via i loro lumini e aggredendo verbalmente i partecipanti con bestemmie e slogan volgari». «Andava creato da parte delle forze dell'ordine un cordone di protezione attorno a noi, andavamo protetti almeno con delle transenne - evidenzia Salvatore Porro del Movimento cattolico per la Famiglia è la Vita - i bambini e gli anziani presenti si sono spaventati, alcuni piangevano. Nessuno di noi però ha reagito alle provocazioni». A partecipare alla veglia c'erano circa 70 persone. Gli aggressori erano invece quasi 200: tra questi anche diversi ragazzi minorenni.

«Non c'è stato alcun filtro - sostiene Gabrielli - quando un poliziotto ha cercato di fermare qualche contestatore è scoccata la scintilla». «Ho partecipato ad altre veglie anche in regione - afferma Elisabetta Chiudina, coordinatrice provinciale delle Sentinelle - e il sistema di protezione nei nostri confronti era stato organizzato diversamente». «Proprio perché l'iniziativa delle Sentinelle è sempre estremamente pacifica - osserva Luca Carocci, capo della Digos che sabato scorso disponeva in piazza di 4 agenti in borghese mentre di poliziotti in divisa se ne contavano 8 - non abbiamo inteso rendere la loro veglia blindata, con uomini in tenuta antisommossa e mezzi blindati. Non si è voluto snaturare la forma pacifica della loro iniziativa. Va anche riconosciuto - ammette - che non ci aspettavamo un numero così elevato di contestatori». Ma la questura questa volta nei confronti dei contestatori userà la mano pesante. Le Sentinelle manifestano in silenzio, non ostacolano il traffico, non procurano atti vandalici, non mettono in atto forme di protesta che rechino danni materiali a cose, persone o edifici pubblici. «Ci sono stati reati perseguibili d'ufficio che ora noi provvederemo a segnalare alle autorità competenti», assicura la Digos.

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