Writer acrobati sfidano il Comune: disegni sui tetti

L'ultima "prodezza" dei writers sui tetti

Dopo aver imbrattato la scala dei Giganti, sono entrati in azione un po’ più giù in via Silvio Pellico lordando la storica insegna dell’ex sede del Piccolo

C’è una scritta, pennellata da chissà chi, sopra il tetto del vecchio Piccolo, una decina di metri sopra l’asfalto di via Pellico. A una prima occhiata fa sorridere: tanto chi se la fila. A una seconda fa incavolare: ripulire tutti questi muri è un costo sulla schiena di tutti. A una terza fa rabbrividire: l’autore avrebbe potuto rimetterci le penne. A una quarta mette fretta al Comune, che - col vicesindaco con delega alla vigilanza Fabiana Martini - annuncia che già nella settimana che verrà potrebbe entrare in vigore la correzione al Regolamento di polizia urbana che porterà, come annunciato, le multe per gli imbrattatori beccati in flagranza da 50 a mille euro.

Dopo i recenti assalti a colpi di spray alla futura caserma “Beleno” e quelli ancor più freschi alla Scala dei Giganti, per gli pseudo-writers a cui tanto piace scaricare vernice sui muri di Trieste è insomma l’ora del salto di qualità. In continuità (almeno così si può presumere) con le scritte lasciate proprio lungo Scala dei Giganti, stavolta gli “artisti” hanno lasciato il segno ad alta quota. «È triste e sconcertante - così Martini - scoprire ogni giorno nuovi imbrattamenti, come in questo caso realizzati in contesti estremamente pericolosi: non si fa in tempo a ripulire un muro che se ne scopre un altro con costi estremamente ingenti a carico della collettività. Da una parte si rischia di sentirsi disarmati, dall’altra si riceve la conferma che è sulla sensibilizzazione che bisogna investire.

Come ho già avuto modo di dire fin troppe volte, nella nostra città e nel nostro Paese manca una cultura del bene comune che ci renda consapevoli che gli spazi pubblici sono luoghi di tutti, non terre di nessuno dove sfogare la propria rabbia o sfidare le istituzioni. Da parte dell’amministrazione, a parte l’impegno sul fronte della formazione, c’è quello a potenziare i controlli, pur sapendo quanto sia difficile cogliere in flagranza gli autori di questi atti vandalici. A rafforzare questa volontà, che si tradurrà in un provvedimento giuntale che contiamo di approvare già la prossima settimana, c’è la decisione di portare a mille euro la sanzione antiwriter». Martini evoca non a caso un «provvedimento giuntale» e non più alcun passaggio in Consiglio comunale, che richiederebbe più tempo: «La norma, se l’entità della sanzione da cambiare è compresa in un determinato range, come in questo caso, ce lo consente. E le stesse opposizioni ci chiedono di intervenire in fretta».

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