La presidente Siot nel cda dell’ateneo

La sede centrale dell'Università in piazzale Europa

Ulrike Andres del Consorzio dell’oleodotto e della sede triestina scelta al posto della Giadrossi: due signore dell’”oil & gas”

È la signora dell’”oil & gas”, è la prima donna a presiedere il Consorzio italo-tedesco-austriaco Tal proprietario dell’oleodotto transalpino che passa per il porto di Trieste costituendone oltre il 70% della portata di traffici complessivi, e rifornendo di greggio mezza Europa. Ed è anche (per la prima volta le due cariche sono state messe nel 2011 nelle stesse mani, e femminili) presidente e amministratore delegato della Siot, la società che a San Dorligo governa il tratto italiano della Tal. A questi alti incarichi professionali l’austriaca Ulrike Julia Andres ne aggiunge un altro: è appena entrata, dopo selezione, e per voto del Senato accademico, nel Consiglio di amministrazione dell’Università di Trieste, in seguito alle dimissioni date nei mesi scorsi da Nicoletta Giadrossi, «anche lei una grande manager dell’”oil & gas” in un’ottica molto internazionale - commenta Maurizio Fermeglia, il rettore -, facendo parte di una multinazionale francese e abitando a Oslo. Le due competenze si somigliano molto, Trieste nel campo ha sempre avuto una grande tradizione, basti citare l’Aquila». Certamente meno tradizionale è che ai vertici di queste “company” ci siano proprio due donne.

Il primo Cda universitario composto anche da membri esterni all’ateneo, come previsto dalla legge Gelmini e di conseguenza dallo statuto di piazzale Europa (che si è riservato poteri di scelta all’interno di una rosa di candidati) era entrato in carica nel novembre 2013. Vi fanno tuttora parte Diego Bravar, fondatore e presidente di Tbs Group, Sabrina Miotto (indicata dalla Regione), Pier Cipriano Rollo, già manager di Fincantieri, e i rappresentanti interni, i docenti Marina Bortul, Sergio Valter e Sergio Zilli, il rappresentante del personale tecnico-amministrativo Maurizio Florio, e quelli degli studenti, Riccardo Salvatore Spina e Luca Susic. La Andres inaugura un’altra novità: è anche il primo membro straniero.

Il bando per la surroga era stato emesso il 26 settembre, con scadenza 7 novembre, il 18 il Senato ha emesso il verdetto dopo aver accolto le 5 candidature (Gilberto Ambotta, Chiara Carboni, Enrico Conte, Giuliana Grifi e appunto la Anders). Per le regole di rispetto “rosa” che l’Università si è data l’uscita di una donna doveva essere compensata da una donna in ingresso, perciò i maschi partivano sfavoriti.

«Ottima scelta - dice Fermeglia - sono rispettati gli equilibri di genere ma soprattutto la Andres porterà stimoli a quella visione dell’Università che ho imparato a conoscere a Bruxelles collaborando con la Ue a formulare le linee strategiche per il finanziamento alla ricerca: testa in cielo (non sulle nuvole!), e piedi saldi in terra. Vedere lontano e guardare vicino. La Andres, che procura, mi risulta, quasi l’80% del traffico portuale, dialoga con tutta Europa. Il Cda con gli “esterni” ci ha finora già orientato in senso manageriale, per esempio a elaborare i piani strategici di sviluppo per i prossimi 5 anni, tenendo conto dei programmi di ricerca europei (“Horizon 2020”) ma anche delle imminenti indicazioni della Regione sulle filiere in cui concentrare le “specializzazioni intelligenti” e di conseguenza convogliare i fondi strutturali europei».

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