Caserma di via Rossetti, un pezzo al Comune

Il Demanio avvia la vendita a Cassa depositi e prestiti che regala a Trieste una palazzina e l’edificio del Museo del mare

Una soluzione insperata, che potrebbe e anzi dovrebbe risolversi da qui a fine anno, dopo anni (invece) di vane attese, di infruttuosi tentativi. La ex caserma Vittorio Emanuele III di via Rossetti, dismessa nell’aprile del 2008, quasi 55 mila metri quadrati che in breve tempo sono finiti nel più desolante degrado e sono stati anche oggetto di una occupazione per reclamare spazi abitativi, starebbe per passare dal Demanio alla Cassa depositi e prestiti. Che la acquisterebbe, cedendo contestualmente al Comune, a titolo gratuito, una palazzina da 6500 metri quadrati. Dove potrebbe realizzarsi quel polo scolastico per gli istituti superiori che la Provincia progetta in quegli enormi spazi da tempo.

Non basta, il vantaggio per il Comune ha un altro e non meno importante risvolto. Per la “premialità” che la legge 410 del 2001 sull’alienazione di beni del Demanio prevede in questi casi, il Comune di Trieste si vedrebbe aggiudicare, oltre a quella palazzina, anche 5 milioni di euro. Potendo però scegliere in quale modalità: o il denaro contante, oppure un altro edificio del Demanio di pari valore. Trieste ha colto l’occasione: «Abbiamo scelto di avere dal Demanio un altro edificio, e precisamente la cosiddetta “ex direzione dell’artiglieria” di Campo Marzio, in pratica il palazzo che ospita il Museo del mare» dice il sindaco Roberto Cosolini all’indomani di una delibera che la Giunta ha approvato proprio in questi termini, su proposta degli assessori Andrea Dapretto (Lavori pubblici e Patrimonio) e Elena Marchigiani (Urbanistica e Pianificazione). Accogliendo di assoluto buon grado la proposta, frettolosa, del Demanio, arrivata dopo lunghe trattative ma in nome di uno Stato che deve fare cassa al più presto. Delibera che però serve anche a ottenere un importante atto politico-burocratico senza il quale l’operazione non ha gambe. Il Comune chiede alla Regione “di valutare la proposta nel suo complesso e di comunicare l’eventuale manifestazione d’interesse regionale alla stipula dell’accordo di programma”. Accordo che ha una finalità importante: assentire alla variazione di destinazione d’uso dell’area della caserma in anticipo sul Piano regolatore non ancora approvato. Affinché Cassa depositi e prestiti compri dal Demanio una zona classificata urbanisticamente come trasformabile e commerciabile. La stessa richiesta era stata inoltrata in Regione per la ex Fiera di Montebello, al fine di valorizzare l’operazione di vendita nell’ambito della procedura di liquidazione.

Alla partita del Museo del mare sono legate lunghissime trattative svolte col Demanio dell’assessore Dapretto per questo e altri siti. Il primo motivo è che il Comune paga al Demanio un affitto per ospitare il Museo, e la politica è di eliminare il peso degli affitti per l’ente pubblico. Il secondo, è che alla partita di Campo Marzio sono “storicamente” legati i destini urbanistici dell’intero comprensorio e della sua trasformazione. La stessa Giunta Cosolini ha spesso annunciato un bando per manifestazioni d’interesse sulla zona, che non si è mai concretizzato proprio perché nell’isolato c’è quel perimetro non di proprietà, ma statale, dunque inalienabile.

Ultima buona notizia: il Museo del mare non vale 5, ma 4 milioni secondo le stime ufficiali su cui viene chiusa la partita. «E dunque incasseremo 1 milione» conclude il sindaco.

Poiché all’improvviso il Demanio ha fretta, sarà bene che la fretta s’irradi anche su Regione e Comune. L’interesse all’operazione è esplicitato proprio in quella delibera: si riutilizza un bene abbandonato che va in degrado provocando anche circostante degrado sociale, si ottiene la palazzina per uso pubblico, si apre una speranza di sistemare le scuole superiori, specialmente radunando in una unica sede le “succursali” che gravitano nell’area di via Rossetti, si “guadagna” l’edificio di Campo Marzio che smuove una partita potenzialmente ben più sostanziosa di un singolo affitto, che pure è cosa di rilievo. Cassa depositi e prestiti, ultimamente spesso usata come cerniera finanziaria dallo Stato, a Trieste ha già concordato un’altra operazione immobiliare, l’acquisto della casa-museo di via Cologna dalla Provincia.

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