Cainer, l’architetto che ha fondato un ateneo

Il professionista triestino fra gli ideatori del nuovo istituto che ha aperto i battenti a Lione

A Lione qualche settimana fa ha aperto i battenti una nuova università di architettura. Cofondatore dell’istituto, che è il primo al mondo ad essere entrato in attività dagli anni Settanta, è l’architetto triestino Matteo Cainer, che ormai da anni lavora con successo con il proprio studio di architettura tra Londra e la vicina Parigi.

«Sono vicedirettore e fondatore dell’istituto insieme alla celebre architetto Odile Decq, direttrice dell’ateneo che si chiama Confluence Institute for Innovation and Creative Strategies in Architecture», racconta Cainer.

«Si tratta di una strada che abbiamo intrapreso insieme con grande entusiasmo sapendo comunque che sarebbe stata una sfida. È un impegno serio - racconta ancora Cainer - : pensiamo che nel panorama universitario, per quanto riguarda il nostro settore, manchi un percorso di studi così aperto e diversificato. Puntiamo dunque a molteplici collegamenti sia con altri campi e discipline sia con il mondo del lavoro e dell’industria. Gli studenti saranno supportati nel loro percorso da vari esperti anche in fisica, neuroscienza, arti visive nel social-action, in aggiunta a vari stage e seminari ad esempio nel campo della robotica».

L’idea dunque, continua Cainer, «è quella di un approccio nuovo, privilegiato. Si tratta di offrire una visione a 360 gradi della professione, in modo da dare ai ragazzi la capacità di spaziare in tutti gli ambiti necessari alla crescita di un architetto per gli anni a venire».

L’università, privata, può già contare sul supporto di nomi prestigiosi, come Kazuyo Sejima, ex direttrice della Biennale di venezia e vincitrice del Pritzker; o come Bernard Tschumi, ex rettore della Columbia University a New York; tra i nomi da fare ancora quelli di Peter Eisenman e dell’italiano Massimiliano Fuksas.

«Non veniva creata un’università ex novo di architettura nel mondo dal 1972, quando è nata Sci-Arc Southern California Institute of Architecture», ricorda Cainer: «Certo nel corso degli anni sono sorte tante facoltà di architettura, ma si è sempre trattato di corsi di laurea o distaccamenti da grandi facoltà, mai invece di un ateneo dedicato, come il nostro. Ora speriamo che i giovani possano capire la valenza dei nuovi percorsi pedagogici offerti, che possano avvicinarsi alla nostra università».

«Mi piacerebbe vedere anche studenti stranieri – conclude Cainer – chissà che anche dall’Italia e magari da Trieste qualcuno non scelga di studiare proprio qui da noi».

Micol Brusaferro

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