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Fincantieri in Porto Vecchio con alberghi e megayacht

Chiesti per 35 anni il bacino tra i Moli Zero e Primo dove creare gli ormeggi e i Magazzini 24 e 25 per insediare hotel, foresterie, uffici e servizi

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Il bacino tra Molo Zero e Molo Primo (Foto Lasorte) 

Un porto per megayacht, ma dotato anche di alberghi e foresterie: si sostanzia in questo il progetto per il Porto Vecchio di Trieste di Fincantieri che evidentemente intende dare forte impulso al turismo nautico. L’area presa di mira per la realizzazione degli ormeggi è il bacino compreso tra il Molo Zero e il Molo Primo, banchine comprese e i Magazzini 24 e 25 che sono quelli prospicienti al bacino proprio davanti al Magazzino 26, fatto oggetto di un costoso restauro e attualmente pressoché deserto se si escludono le sedute del Comitato portuale. È questa la più corposa delle sole otto richieste di concessione giunte all’Autorità portuale a seguito del secondo bando relativo alla riconversione dello scalo antico e di cui la presidente Marina Monassi aveva dato avviso il 12 febbraio.

I contenuti precisi della richiesta di concessione, avanzata il 25 giugno per avere la gestione dell’area per 35 anni, emergono con la pubblicazione della domanda all’Albo pretorio del Comune (oltre che presso gli uffici del Servizio demanio del’Authority) dove dovrà rimanere fino al 16 novembre affinché eventuali interessati possano presentare osservazioni. La richiesta è stata avanzata per «i capannoni 24 e 25, Molo Zero e bacino compreso tra il Molo Zero e il Molo Primo e corpi annessi per la durata di anni 35 allo scopo di creare un ormeggio per megayacht di rilevanti dimensioni fornito di tutti i servizi vari a supporto dei clienti (foresterie, alberghi, uffici e servizi) e dotato di infrastrutture per effettuare lavori di piccola manutenzione ai natanti». Fincantieri ieri non ha inteso fornire ulteriori dettagli.

Nessun cantiere per la realizzazione di yacht comunque, a smentire una voce che si era diffusa nei mesi scorsi (assieme a quella di un’improbabile base per le navi nel post cantiere e prima della consegna); cantiere che comunque non era incluso nemmeno nella prima richiesta avanzata da Fincantieri, come ha confermato anche ieri Claudio Boniciolli, l’ex presidente dell’Authority che aveva bandito la prima gara per il Porto Vecchio, sottolineando che nell’ambito del marina erano previste soltanto officine per le piccole riparazioni. I Magazzini 24 e 25 sono dislocati su tre piani per un’altezza di 12 metri e la superfici coperte sono rispettivamente di 2.099 e di 1.676 metri quadrati. Entrambi sono da ristrutturare.

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Fincantieri ha la propria business unit che opera nella progettazione e costruzione di yacht di lunghezza superiore ai 70 metri a Muggiano, in provincia di La Spezia, dove operano 750 persone tra cui centinaia di artigiani qualificati. Lo stabilimento si estende su 60mila metri quadrati e ha un centro di progettazione estremamente qualificato che lo situa tra i leader mondiali. Recentemente è stato varato il Victory, 140 metri di lunghezza, fratello del Serene. All’Arsenale triestino di Fincantieri sono invece stati sottoposti a lavori di carenaggio l’Eclipse di Roman Abramovich, 163 metri di lunghezza e l’Al Said, 157 metri, del sultano dell’Oman. Chiaro che la rete di relazioni posseduta da Fincantieri è teoricamente in grado di convogliare un buon numero di megayacht in Porto Vecchio anche se l’offerta di ormeggi di questo tipo in provincia, pur dopo l’abbandono del progetto Portolido, rischia di essere ridondante. Solo da poche settimane infatti hanno stretto alleanza sotto la sigla di Trieste yacht berths le tre società proprietarie di ormeggi per megayacht: Marina San Giusto, Porto San Rocco e Trieste terminal passeggeri.

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