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Dallo Stelvio a Trieste, in omaggio ai caduti

Arrivato lungo i sentieri della Grande guerra il gruppo di marciatori “Ta pum - Il cammino della memoria”

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Hanno ripercorso il fronte della Grande guerra cent’anni dopo, con un duplice cammino che li ha portati dallo Stelvio al mare, da Trento a Trieste, percorrendo a piedi oltre 1800 chilometri e 120 mila metri di salite e discese, scalando 200 cime montane e passando per trecento diversi Comuni. Sono arrivati ieri a Trieste, accolti dalle autorità, gli otto membri del gruppo “Ta-pum – Il cammino della memoria”: sei uomini e due donne, alpinisti ed escursionisti, civili e militari, che si sono fatti carico, con la loro fatica fisica e mentale, di ricordare l’immane massacro che vide morire lungo il fronte italiano un milione di soldati. Il loro è stato un duplice cammino, con il ritrovo di ambedue i gruppi prima al Sacrario di Redipuglia e poi a Trieste: «Quattro di noi hanno seguito un percorso di carattere storico-escursionistico, partito da Trento, altri quattro – racconta Nicola Cozzio, membro di Ta-pum - si sono mossi su un percorso alpinistico, partito da Bormio, vicino al confine svizzero, il 23 agosto. Abbiamo camminato per 54 giorni fino all’arrivo oggi a Trieste. La montagna è piena di testimonianze e ferite ancora attuali.

«Volevamo così far rivivere un sentimento forse desueto – dice Walter Pilo, presidente del Comitato Ta-Pum -, l’amore per la propria patria. L’abbiamo trovato nelle case di chi ci ha ospitato nottetempo, perché l’amor patrio è l’aiuto, la solidarietà, il volontariato della società civile. Questi sono territori che reclamano un’identità, che passa attraverso la valorizzazione della loro memoria storica».

L’idea, condivisa dalle autorità, è quella dunque di non lasciare che Ta-pum si fermi qui, ma di proporre che questo cammino, documentato in quest’occasione dal Cnr, venga inserito dal Consiglio d’Europa tra gli “itinerari culturali europei”. “Che la marcia di Ta-pum termini a Trieste è significativo – sottolinea il sindaco Cosolini -: tra pochi giorni festeggeremo il 60° anniversario dell’ingresso di Trieste in Italia. Questa città conosce il peso del ricordo e vuole ripercorrerlo rispettando le diverse memorie e consegnando agli storici l’esame del passato, per affrontare i problemi del presente».

«Non siamo qui per celebrare vittorie o giustificare sconfitte – dice la presidente della Regione Debora Serracchiani –, ma per ricordare il dolore e le privazioni dei soldati e dei civili coinvolti nel conflitto, nel rispetto di ciò che ha significato vivere quella drammatica esperienza». Alla cerimonia ha partecipato anche il senatore Franco Marini, presidente del comitato storico-scientifico per gli anniversari d’interesse nazionale, che ha ribadito la volontà del comitato di recuperare i tanti monumenti ai caduti sparsi nei vari comuni d’Italia.

Giulia Basso

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