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Passante aggredita, l’ambulante la querela

Il senegalese: «Le telecamere possono dimostrare che mi ha insultato e preso a ombrellate. Poi la mia reazione»

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Due ambulanti mentre vendono libri in una foto d'archivio 

«Non ho mai aggredito quella donna. Anzi è stata lei a prendermi a ombrellate. Le immagini delle telecamere lo dimostreranno. Per questo la querelo».

Le parole sono dell’ambulante senegalese. Era stato accusato da una donna di 38 anni di averla picchiata aggredendola mentre stava camminando in via Giustiniano perché si era rifiutata di comprare un libretto. La donna era anche finita all’ospedale. Poi dimessa con una prognosi di 5 giorni.

Il controverso episodio, è accaduto nei primi giorni di settembre sotto il porticato di via Giustiniano. Gli investigatori della Squadra volante stanno svolgendo le indagini attivate dopo la denuncia presentata dalla donna in questura. Ma l’ambulante ieri, tramite l’avvocato Andrea Diroma, ha sporto querela nei confronti della donna chiedendo anche i danni. Chi ha ragione?

Ecco la versione dei fatti del senegalese che abita regolarmente a Trieste da molti anni. «Mentre ero in piedi nei pressi del liceo classico Dante Alighieri a parlare con un passante è sopraggiunta una donna che non conoscevo. Si è improvvisamente fermata e rivolta a me ha detto: “voi rompete sempre i coglioni”». Il senegalese si è girato verso la donna e le ha detto che «non le avevo chiesto nulla». Poi continua la ricostruzione: «La donna per tutta risposta mi ha dato una spinta. Poi mi ha colpito con l’ombrello chiuso alla spalla destra. Di fronte a questa aggressione ho reagito istintivamente. Cosa ho fatto è visibile dai filmati delle telecamere»

Prosegue il racconto dell’ambulante finito nei guai: «Dopo l’episodio la donna ha dichiarato di voler chiamare la polizia. Ho risposto che procedesse pure. Il caso per me era chiuso».

Il senegalese ha poi raccontato: «Ho quindi continuato a fare il mio giro quotidiano per la vendita di pubblicazioni percorrendo via Giustiniano, piazza Oberdan, via Beccaria, largo Piave per poi tornare sotto il portico davanti all’ingresso del liceo».

Nell’atto depositato in Procura l’ambulante si riferisce esplicitamente ai filmati delle telecamere di sicurezza posizionate in corrispondenza delle due entrate del Dante. Dice che solo quelle immagini potranno fare chiarezza e definire le responsabilità. Poi chiede «l’acquisizione immediata dei filmati stessi relativi al giorno dell’aggressione nella fascia oraria dalle 9 alle 10.30». Insomma, la prova del nove per dimostrare che lui non ha mai aggredito la donna. Anzi, semmai, si legge nella querela, è successo il contrario. Che, secondo questa versione dei fatti, a iniziare le ostilità sarebbe stata proprio la donna. Prima lo avrebbe insultato per poi prenderlo a ombrellate.

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