Traghetto diretto a Trieste finisce sugli scogli a Corfù: l'ipotesi dell'errore umano

Il traghetto Europalink della Minoan lines (Foto tratta da Internet)

L'incidente è accaduto l'altra notte attorno alle 3. La nave Europalink della Minoan lines era partita da Patrasso con circa 800 passeggeri a bordo. La nave si è inclinata nell'impatto.  Fortunatamente non risultano feriti. La magistratura starebbe indagando sull'ipotesi di una manovra sbagliata

Una manovra errata: è questa la principale ipotesi a cui sta lavorando la magistratura greca, impegnata a far luce sulle cause dell’incidente avvenuto nella notte tra sabato e domenica al largo di Corfù.
L’Europalink, traghetto della Minoan Lines (Gruppo Grimaldi), con a bordo 797 passeggeri, tra cui una decina di triestini e anche uno staranzanese, oltre a turisti stranieri, camionisti e 70 membri dell’equipaggio, è finito contro gli scogli di un isolotto, dopo la partenza da Igumenitsa, lungo il canale naturale tra l’isola di Corfù e la costa dell’Albania.
Sulla vicenda stanno indagando anche le autorità italiane: è stata infatti aperta un’inchiesta dal Registro navale, in virtù del fatto che la nave è iscritta al compartimento di Palermo.

Intanto si è appreso un altro elemento: secondo indiscrezioni raccolte ad Ancona, il comandante e la “guardia” della Europalink, cioè il personale di comando in turno, si troverebbero in stato di fermo a Kerkyra, capoluogo e porto dell’isola di Corfù, che il traghetto ha raggiunto, invertendo la rotta, dopo l’impatto contro gli scogli dell’isolotto.

Un boato e uno squarcio lungo la fiancata della nave è ciò che hanno avvertito, e poi notato, i passeggeri che si trovavano sul ponte al momento dell’impatto. Lo ha spiegato lo staranzanese Gabrio Macchione, in vacanza in Grecia assieme a un’amica, che anche ieri ha ribadito: «Il nostro traghetto era partito da Igumenitsa dopo un’altra nave di linea, più piccola e più rapida. Eppure in poco tempo l’abbiamo raggiunta. C’è stato il sorpasso, poi il botto e una forte vibrazione».
L’incidente, fortunatamente, non ha registrato alcun ferito, né si segnalano particolari danni ai mezzi imbarcati. I passeggeri, verso l’1.40 di ieri notte, sono salpati da Corfù sul traghetto Cruise Olympia e in serata hanno fatto scalo ad Ancona. L’approdo finale a Trieste è previsto nelle prime ore di questa mattina. Da oggi l’Europalink, che fa servizio lungo la rotta Patrasso-Igumenitsa-Ancona-Trieste, sarà sostituita da un’altra nave messa a disposizione dalla Grimaldi, il Catania.
Un errore umano, dunque, è la pista più accreditata alla quale stanno lavorando gli inquirenti. Il maxi-traghetto, lungo 214 metri e largo 30, potrebbe aver urtato contro la roccia per evitare un’altra imbarcazione oppure un ostacolo improvviso, sbagliando però le coordinate della manovra, eseguita peraltro lungo uno stretto corridoio di navigazione, caratterizzato dalla presenza di numerosi isolotti.
L’equipaggio ha attivato subito le norme di sicurezza e i passeggeri sono stati dotati di salvagente e fatti confluire sui ponti, nell’eventualità che si rendesse necessario l’abbandono della nave con le scialuppe di salvataggio. Il comandante, un campano, dopo una serie di controlli, ha poi deciso di dirigersi verso il vicino porto di Corfù, dove ha attraccato regolarmente, nonostante una certa inclinazione e la linea di galleggiamento “non naturale” della nave, a causa della falla apertasi lungo la fiancata.
I passeggeri sono stati fatti sbarcare alla stazione marittima, e poi trasferiti negli alberghi. I proprietari dei mezzi imbarcati, invece, hanno dovuto attendere a lungo nel piazzale del porto, dove si sono susseguite le operazioni di sbarco. Al riguardo, lo staranzanese ha raccontato: «C’è stato un momento in cui il traghetto sembrava perso, i camion schizzavano fuori a tutta velocità, era davvero impressionante».
Per il traghetto Europalink, uno dei ro-ro più grandi, non si tratta del primo grave incidente: il 4 gennaio 2013, infatti, un’elica si staccò improvvisamente, andando a finire contro una fiancata. Accadde al largo di Brindisi, mentre la nave, salpata da Ancona, navigava verso la Grecia.
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