Picchiati e rapinati per tre ore nella villa

La villa teatro dell'aggressione (foto Silvano)

Due coniugi sorpresi in tarda serata da tre banditi armati. Sono stati legati e imbavagliati dentro la loro abitazione. Magro il bottino

Picchiati senza pietà per poche banconote. Tre banditi armati di pistola hanno legato, imbavagliato e malmenato a sangue due coniugi in una villa isolata a Borgo Grotta Gigante. È successo nella notte tra martedì e mercoledì. Tre ore di terrore per un bottino misero: i pochi oggetti d’oro custoditi in casa e 500 euro. I malviventi hanno anche sparato un colpo di pistola contro la porta di un mobile, per terrorizzare ulteriormente le vittime che più volte hanno minacciato: «Fuori i soldi o vi ammazziamo».

I coniugi si chiamano Mario e Zita Brassi. Lui ha 78 anni, lei 72. Vivono da soli in una villa isolata e immersa nel verde al numero 66 di Borgo Grotta Gigante. Quella sera stavano guardando la tv: l’uomo appisolato sul divano del salotto al primo piano, la moglie al pianterreno davanti a un altro televisore. Alle 21.30 l’irruzione che ha dato il via a un incubo continuato fino a oltre la mezzanotte, quando gli stessi banditi hanno infine tagliato le cordicelle di plastica che bloccavano polsi e caviglie delle vittime. Prima però, per convincere marito e moglie a rivelare i nascondogli di contanti e oggetti di valore, non hanno esitato a picchiarli.

Per rendersi conto della inedita violenza che si è consumata basta guardare il volto tumefatto di Mario Brassi. Una volta che i banditi se ne sono andati, i coniugi hanno lanciato l’allarme usando l’unico telefono di cui i malviventi non avevano tagliato i fili. Un’ambulanza, giunta sul posto accanto alla polizia, li ha portati a Cattinara dove sono rimasti ricoverati per alcune ore. Vane fino a ieri le ricerche della polizia. I banditi vengono descritti come tre stranieri, forse provenienti dall’Est. Avevano il volto celato da sciarpe, solo gli occhi scoperti. Si tratta comunque di professionisti: gli investigatori della Squadra mobile diretta da Roberto Giacomelli non hanno dubbi. Hanno usato infatti i guanti. E la prima cosa che hanno fatto, una volta entrati nella casa, è stata appunto quella di tagliare i fili dei vari apparecchi telefonici per evitare che le vittime potessero chiedere aiuto.

I tre sono entrati dal primo piano passando dalla terrazza esterna. Hanno sfondato la porta finestra. A trovarseli davanti all’improvviso è stata la signora Zita, che sentendo il fragore dello sfondamento ha salito le scale dopo aver acceso la luce. L’hanno subito immobilizzata, picchiata e legata su una sedia tappandole per un po’ anche la bocca con una striscia di nastro adesivo. Quindi è toccato al marito: anch’egli aggredito senza pietà. Anzi con più violenza. Gli hanno intimato di accompagnarli alla cassaforte che si trova nello studio al pianterreno costringendolo ad aprirla. Ma quando si sono accorti che conteneva solo dei documenti si sono inferociti. Uno ha esploso un colpo di pistola.

Poi altra violenza sulla vittima: calci e pugni al volto. I banditi hanno frugato in tutta la villa, arrivando anche alla stanza dove Mario Brassi custodiva le sue armi da caccia: due fucili e una carabina. Infine lo hanno legato come avevano fatto in precedenza con la moglie. Immobilizzati entrambi i coniugi, i malviventi hanno iniziato letteralmente a svuotare ogni mobile della casa alla frenetica caccia di soldi e preziosi. A ripetere che lì c’erano poche cose è stata la signora Zita: li ha implorati dicendo che dopo aver subìto in passato altri furti, non tenevano più in casa nulla di valore. E nemmeno tanti contanti. Per tre ore comunque Mario e Zita Brassi sono rimasti immobilizzati con i polsi e le caviglie bloccate. Intorno a mezzanotte i predoni si sono convinti che non c’era altro da razziare. «Vi liberiamo», hanno detto tagliando solo i lacci che bloccavano i polsi dei due coniugi. «Non chiamate nessuno prima di mezz’ora», hanno intimato. Poi si sono dileguati nel nulla.

Dopo una decina di minuti il vialetto della villa si è riempito di Volanti della polizia. Sono scattate le indagini, è stato avvisato il pm Antonio Miggiani. Gli agenti hanno attivato posti di blocco in tutta la zona, ma senza risultato: dei tre nessuna traccia.

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