Per artigiani e imprese un unico Confidi regionale

Presentato il progetto di fusione in cui entrerà la sigla provinciale cui fanno capo 1.574 piccole e medie aziende triestine. Bolzonello: ora ulteriori aggregazioni

Sono 1574 le piccole e medie imprese triestine aderenti, alla data del 30 giugno, al “Confidi artigiani e Pmi” provinciale e beneficiano, complessivamente, di 46,5 milioni di euro di affidamenti garantiti. La media è di circa 29.500 euro per azienda. Dal primo gennaio entreranno nella nuova grande famiglia del Confidi unico, del quale faranno parte anche le 10.823 imprese che oggi sono iscritte al Confidimprese Fvg che accoglie, al suo interno, aziende del pordenonese e della provincia di Udine.

La fusione, in questi giorni all’esame dei rispettivi consigli di amministrazione, è stata presentata ieri dai presidenti dei due Confidi - Dario Bruni per quello triestino e Roberto Vicentini per quello di Udine e Pordenone - e passerà all’esame delle assemblee dei soci nella prima metà di ottobre. A suggellare l’accordo, il vicepresidente della giunta regionale nonché assessore per le Attività produttive Sergio Bolzonello: «Proseguiremo come Regione nel sostegno ai Confidi. Attualmente il contributo dell’amministrazione regionale è di 7 milioni di euro. Contiamo di portarlo a 10 nel 2015, quando formalizzeremo un’altra importante novità estendendo le garanzie alla durata di un triennio, per permettere una migliore programmazione nel tempo dell’azione di aiuto alle aziende. L'obiettivo – ha aggiunto Bolzonello - è un ulteriore passaggio di aggregazione con i Confidi industria e commercio e la componente della cooperazione».

Su questo fronte ci sono già state le prime avvisaglie di contatto, anche se sono emersi alcuni ostacoli che andranno superati. Il vicepresidente della giunta Serracchiani ha poi sottolineato che «oggi i Confidi sono le strutture migliori nell'assistenza alle imprese nell'ambito della ricerca di credito. Auspichiamo un ancor più costruttivo rapporto fra aziende e banche – ha continuato - per dare ulteriore supporto a un sistema produttivo regionale che mantiene le posizioni nonostante le gravi difficoltà del momento».

Quando nacquero i Confidi erano 14, ora si punta ad arrivare a sette per effetto di successive aggregazioni. Il nuovo Confidi unico del mondo artigiano e delle piccole e medie imprese conterà circa 12.500 aziende associate, per un volume di affidamenti garantiti superiore ai 340 milioni di euro. Una realtà imponente. «A quel punto, cioè a brevissimo – ha evidenziato Vicentini - saremo un importante intermediario finanziario, una banca di garanzia con la dimensione di un istituto di credito cooperativo. Intendiamo insistere nel sostenere il tessuto economico regionale e questa fusione rappresenta un decisivo passo in tale direzione».

Bruni, ricordando antiche rivalità ora in via di estinzione, ha parlato di «fase di superamento dei personalismi e dei campanilismi. Mettiamo finalmente al centro di tutto gli imprenditori e le aziende. Con questa fusione – ha osservato il presidente del Confidi artigiani e Pmi di Trieste - si migliorano le condizioni di credito a favore delle imprese e si potrà proseguire sulla strada, non sempre facile e spesso dolorosa, della riduzione dei costi delle nostre strutture. Ma non c’è alternativa se vogliamo resistere».

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