Muggia, rubate le piante del Giardino Diffuso

L’area verde con una cinquantina di specie di arbusti ed erbe era stata allestita nel centro cittadino con un finanziamento europeo di 40mila euro

MUGGIA. Talmente apprezzate... da andare a ruba. Sono le piantine collocate dall'amministrazione comunale nel centro storico di Muggia nell’ambito del progetto Giardino Diffuso. Sorto nel centro cittadino grazie a un finanziamento europeo pari a 40mila euro inserito nel Programma per la Cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007–2013 intitolato “Biodinet”, il Giardino può contare su oltre 500 piante selezionate, appartenenti a una cinquantina di specie diverse tra cui malva, melissa, menta, salvia.

Sarà la crisi economica, sarà l'inciviltà ma suo malgrado il Comune ha comunicato ieri l'ammanco di «diverse piante in varie aree del territorio, probabilmente anche alla luce del loro essere zone meno “di passaggio” o forse dell’essere le specie presenti più conosciute e apprezzate anche nel vivere quotidiano». Certo è che Muggia non è nuova a episodi di questa natura: non più tardi di un mese fa, dall’area verde del piazzale ex Alto Adriatico sono sparite 10 piccole agavi cresciute e poi piantumate dalla squadra di ragazzi delle Borse lavoro del Dipartimento di salute mentale e si ricorda ancora con disappunto il furto dei roseti di Caliterna e del lungomare Venezia di un paio d’anni fa.

«Muggia e con essa tutti gli arredi urbani è patrimonio dei muggesani: un furto ai danni del Comune è un furto ai danni di tutta la comunità e, quindi, anche di se stessi» ha evidenziato il sindaco di Muggia Nerio Nesladek. «Se da un lato si è protagonisti di gesti deplorevoli e ai danni della collettività come questi, dall’altro, però, ci sono persone, come a San Francesco, che si prendono quotidianamente cura della nostra città. È di persone così che, da muggesani, andiamo orgogliosi ed è a loro che va il nostro grazie». Il Giardino Diffuso, vero e proprio percorso turistico-didattico che illustra gli aspetti botanici, farmacologici e clinici relativi alle piante medicinali autoctone presenti in Provincia, nato con lo scopo di contribuire «ad ampliare la conoscenza rispetto al mantenimento delle peculiarità biotiche della zona transfrontaliera», rimane comunque uno dei fiori all'occhiello dell'amministrazione Nesladek. L’intervento ha visto il recupero e il miglioramento del verde esistente compreso il ripristino delle superfici di prato dove possibile, coinvolgendo una superficie totale di circa 450 mq in un totale di 12 aree disposte in diverse zone del centro storico della città: nello specifico l’area del Castello e del parco sottostante, calle Verdi e via Dante, Chiesa di San Francesco ed ex Pesa in piazza della Repubblica. Sui furti commessi ai danni del verde pubblico è intervenuto il consigliere comunale Pdl-Ncd di Muggia, Claudio Grizon che ha espresso il suo rammarico: «Ben vengano i progetti e i fondi europei ma è triste constatare che i destini delle aiuole del centro storico di Muggia siano legati ai fondi di Bruxelles. Questi furti ci amareggiano e ci lasciano senza parole: evidentemente i colpevoli non hanno né dignità, né senso civico». Grizon ha però anche contrattaccato la giunta: «Per vedere come basta davvero poco per fare meglio della giunta Nesladek basta andare a Capodistria o nelle belle cittadine di mare dell'Istria per rimanere letteralmente a bocca aperta nell'ammirare le splendide aiuole e aree verdi che le impreziosiscono. Speriamo che per corredare dignitosamente con fiori e piante le aiuole di Muggia, senza dimenticare come sempre quelle delle frazioni, non si debba ora sperare ancora in qualche direttiva del Parlamento europeo dato che dal bilancio comunale così gestito si può sperare ben poco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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