Ortofrutta, il gasdotto pesa più delle 12mila firme

Presentata la petizione contro la location. Il Comune non avrebbe considerato la “pipeline”

Il gasdotto: è questo il proverbiale asso nella manica, il motivo più “forte” che il Comitato No al Mercato ortofrutticolo in via Brigata Casale ha sottolineato ieri al sindaco Roberto Cosolini. L’occasione è stata la presentazione di 12mila firme raccolte in pochi mesi dal Comitato e presentate in municipio nel corso di un incontro subito definito produttivo e foriero di ulteriori contatti e sviluppi.

«Il sindaco ha alzato un sopracciglio» riferiscono testimoni dell’incontro, e non solo metaforicamente parlando di fronte all’esistenza della “pipeline”, della quale era evidentemente all’oscuro. Lorenzo Giorgi, portavoce del Comitato, e il presidente Marco D’Aliesio entrano nei dettagli. «La presenza del gasdotto - spiega Giorgi - comporta per legge la costituzione di una fascia di rispetto inedificabile e inutilizzabile di molti metri su entrambi i lati dell’infrastruttura, erodendo la superficie utile sotto il livello stimato necessario per il Mercato ortofrutticolo. È vero, infatti, che l’attuale sede affacciata sulle Rive è più spaziosa, ma parte di essa non è utilizzata da tempo, anche per il deterioramento edile del complesso». Lo stesso Comitato No in via Casale concorda con la necessità di spostare l’Ortofrutticolo ma certo non in quella via. «La presenza, nell’area, della cosiddetta Casa dei Puffi Ater abitata anche da persone con particolari necessità, l’orografia che amplificherebbe i rumori del Mercato a ore antelucane, la svalutazione degli immobili, la pericolosità dell’ipotetica strada di accesso al Mercato per i Tir, senza marciapiedi, la sparizione di quel poco “verde”, seppure non di pregio, lasciato nel rione già sconsigliano l’edificazione dell’Ortofrutta lì» sostengono Giorgi e D’Aliesio.

Se il Comune finalizzasse la scelta di via Casale, andrebbero in fumo anche le centinaia di migliaia di euro che lo stesso ente ha speso per attrezzare la locale Area camper, con 192 posti affittati a 250 euro l’anno e vanificherebbe i 120mila euro dati dai cittadini privati per l’edificazione dell’Oasi felina del “Gattile”. La mazzata finale alla localizzazione, probabilmente scelta dai tecnici comunali tenendo conto solo della metratura disponibile sembra ora data dalla presenza del gasdotto. «Vale più delle 12mila firme, di cui comunque tengo conto» avrebbe detto Cosolini. Che ha apprezzato l’approccio costruttivo del Comitato, riservandosi valutazioni e incontri ulteriori: «Rimane l’esigenza di un nuovo Mercato per liberare un’area il cui valore (stima ufficiosa 20-25 milioni) può consentire al Comune di avviare molte opere pubbliche. Inoltre, resto convinto che qualsiasi sia la location definitiva sarà ben difficile che non faccia discutere». (p.p.g.)

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