Pieris, mercurio cinque volte oltre i limiti industriali

Il superamento dei valori riscontrato a Pieris nella terra scavata durante i lavori per la nuova rotatoria sulla strada regionale 14. Probabilmente il problema è legato ai residui della miniera di Idria portati dall’Isonzo nell’arco di qualche secolo.

Valori di mercurio pari a cinque volte i limiti fissati per le aree industriali. Li hanno rilevati la Forestale di Monfalcone e l’Arpa di Gorizia nelle terre scavate durante i lavori per la costruzione della nuova rotonda a Pieris, sulla regionale 14. Lavori affidati da Fvg Strade all’impresa Ponterosso Ghiaie di San Vito al Tagliamento che, in seguito al controllo sulla gestione delle terre scavate, ha presentato i risultati delle analisi, dai quali sono risultati i valori già detti. L’Arpa ha quindi segnalato la contaminazione del sito al Comune di San Canzian d’Isonzo, alla Provincia e alla Regione. Per ora non sono stati assunti altri provvedimenti, ma la presenza del mercurio dovrebbe comportare la caratterizzazione del sito e la successiva bonifica, con un conseguente allungamento dei tempi dei lavori e un aumento dei costi. La presenza di mercurio nel Basso Isontino è un fatto risaputo dai tecnici delle agenzie di protezione dell’ambiente. Con ogni probabilità il superamento dei limiti è un fatto “naturale” nei terreni che, nel corso dei secoli, si sono formati con i depositi dell’Isonzo, che ha trasportato fino al mare i residui della miniera di mercurio di Idria.

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